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Attualità

Don Zappino nuovo parroco a Castello d’Annone: «Pregheremo per nuove vocazioni sacerdotali»

Accolto dai fedeli e dai sindaci dell’unità pastorale che comprende anche Rocca d’Arazzo, Azzano e Montemarzo

L’unità pastorale di Castello d’Annone ha il suo nuovo parroco: Don Roberto Zappino,   questa mattina ha fatto il suo ingresso ufficiale nel corso della messa presieduta dal Vescovo di Asti monsignor Prastaro. Prende il posto di don Giancarlo D’Ugo, da appena un anno ad Annone dopo 20 anni di servizio dello “storico” Don Bruno. Don Roberto sarà il pastore delle anime di sei parrocchie suddivise su quattro comuni: Castello d’Annone, Rocca d’Arazzo, Azzano e frazione Montemarzo di Asti.

I parrocchiani hanno organizzato la cerimonia in modo da far sentire il calore dell’accoglienza in pieno ossequio alle regole anti Covid, con  posti distanziati in chiesa e tutti già assegnati da giorni per non rischiare assembramenti di parrocchiani sul sagrato. Era presente una delegazione di parrocchiani di Motta di Costigliole, precedente incarico di Don Zappino e anche la sua famiglia (è originario di Pralormo). Ovviamente presenti anche tutti i sindaci interessati dall’unità pastorale e il comandante della stazione carabinieri maresciallo Andrea Dal Mas.

Don Roberto Zappino

 

A nome dei suoi precedenti parrocchiani è stato un rappresentante dell’Unità pastorale di Motta ad accompagnarlo nel nuovo incarico: «Grazie di cuore don Roberto, per gli 8 anni che hai dedicato a noi e nei quali, grazie alle tue omelie, ci hai fatto crescere nella fede».

Marco Maggiora, il sindaco di Rocca d’Arazzo, paese nel quale è fissata la nuova residenza di don Roberto,  gli ha invece dato  il benvenuto a nome di tutte le amministrazioni e comunità delle quali il nuovo parroco si occuperà da oggi in avanti.

Ed ha iniziato con il ringraziarlo per aver accettato questo incarico e, nonostante il cambio del parroco sia sempre un momento particolare per i paesi segnato da un po’ di apprensione, ha annunciato l’entusiasmo dei parrocchiani per un nuovo cammino insieme. «Ti aspetterà tanto lavoro, tanti chilometri da percorrere, per riuscire a rispondere alle esigenze di una popolazione numericamente scarsa ma distribuita su quasi 50 chilometri quadrati». Ricordando i 10 anni di missione in Brasile e l’attuale impegno come cappellano del carcere, Maggiora ha preso un impegno collettivo di creare un clima di familiarità e di unione «per condividere sforzi e iniziative:  sarai per noi non solo guida e padre, ma anche fratello e amico. Come sindaci e rappresentanti delle amministrazioni e dei paesi ti assicuriamo la nostra disponibilità per lavorare insieme al servizio della nostra gente».

Lui, Don Roberto, ha ringraziato tutti e ha ricordato la sua prima volta nella parrocchia di Castello d’Annone: era il 7 settembre del 1985 in occasione dell’ordinazione di Don Mauro Sobrino con il quale ha condiviso una parte di studi in seminario.

«In questa domenica si parla di chiamata dei primi discepoli e  gennaio  è sempre stato considerato il mese vocazionale ma se il nostro Vescovo lo ha invece passato a redistribuire il poco clero disponibile sul territorio per non lasciare parrocchie scoperte, significa che più intensa dovrà essere la preghiera per nuove vocazioni sacerdotali. Se le famiglie vivono nella fede e la trasmettono ai figli, questo percorso sarà più facile e più generosa sarà la risposta nel seguire la chiamata del Signore. Questo sarà un tema sul quale concentreremo la nostra preghiera».

DanielaPeira

 

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