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Emergenza Covid-19: un evento per dire grazie a chi ha aiutato gli astigiani

L'evento si svolgerà, su inviti, allo stadio Censin Bosia - Ai premiati anche una serigrafia iconica firmata dall'artista Paolo Fresu

Asti: il 19 settembre ci sarà la “Cerimonia del grazie” dedicata a volontari, enti e associazioni che hanno aiutato gli astigiani durante la prima fase dell’epidemia

Sabato 19 settembre, allo stadio Censin Bosia, si svolgerà un evento che l’amministrazione comunale e gli alpini hanno intenzione di organizzare per dire grazie a tutti coloro i quali, in questi mesi molto difficili, si sono adoperati per aiutare la cittadinanza nella battaglia contro il Coronavirus. Sarà una “Cerimonia del grazie” sincera, semplice, ma doverosa per ringraziare persone, associazioni, volontari, enti che hanno portato ogni genere di aiuto alla cittadinanza messa sotto scacco dal virus.
La cerimonia, aperta su invito, si svolgerà osservando tutte le normative in corso e i vari DPCM anti Covid: i partecipanti saranno accolti sulle gradinate occupando solo metà dei 1.060 posti disponibili, verrà rilevata loro la temperatura e avranno l’obbligo di indossare la mascherina per tutta la permanenza dell’evento.
Quest’ultimo incomincerà intorno alle 16,30 (ma l’accoglienza delle persone inizierà un’ora prima) sotto l’organizzazione dell’A.N.A di Asti. Saranno presenti anche il vescovo Marco Prastaro, che celebrerà una messa in memoria di tutte le vittime astigiane del Covid-19, e i rappresentanti di altre confessioni religiose.

La serigrafia di Paolo Fresu che evoca “San Giorgio e il drago”

Il sindaco Maurizio Rasero con l’artista Paolo Fresu

Tanti i grazie da dare a chi, dopo l’inizio della pandemia, si è rimboccato le maniche per portare conforti e aiuti ai cittadini, soprattutto a quelli più fragili, gli anziani e i poveri. Queste persone riceveranno un attestato con una serigrafia dell’artista Paolo Fresu che ha collaborato con il Comune per realizzare la sua personale visione di questa battaglia tra la città e il virus. Fresu ha creato un’iconica immagine che ricorda per certi versi la leggenda di San Giorgio e il drago: da un lato si vede un cavaliere bianco che rappresenta tutti i volontari e i soggetti in primafila contro il virus, questo disegnato come un mostro alle porte della nostra città. Un’immagine simbolo di Asti che ha saputo reagire alla pandemia «grazie a solidarietà, empatia e inclusione», come ricordato da Piero Baldovino, presidente del CSVAA.

«Non possiamo dimenticare le tante iniziative fatte, come “Dona la Spesa”, il gel igienizzante creato dall’Istituto Artom, il lavoro degli alpini e di una ditta che ha creato mascherine quando non se ne trovavano – ha spiegato l’assessore Mariangela Cotto – Nella vita bisogna saper dire grazie e noi lo vogliamo dire a tutti». Vincenzo Calvo, vice presidente dell’A.N.A, ha portato i saluti del presidente Fabrizio Pighin e ricordato che gli alpini, durante la fase acuta dell’emergenza, «hanno svolto il servizio di controllo sul contingentamento nei mercati (700 ore ndr), le verifiche al parco Rio Crosio affinché i frequentatori portassero le mascherine, hanno distribuito DPI ai malati di Sla e raccolto 20.000 euro in favore dell’ASL».

L’associazione “Il Dono del Volo”, rappresentata dalla presidente Caterina Calabrese con Paola Imarisio e Giusi Gobello, ha fatto da regia su vari fronti dell’emergenza, occupandosi di progetti che hanno, come evidenziato da Calabrese, «aiutato chi aiutava». «Il volontariato si aggiunge, – ha poi concluso Cotto – ma non sostituisce gli enti locali e noi vogliamo dire grazie anche ai dipendenti dell’Asl, dell’Asp, dei servizi sociali che hanno distribuito quei 404 mila euro di bonus alla famiglie». La “Cerimonia del grazie” sarà anche per loro perché, come ha detto il sindaco Maurizio Rasero, «il grazie della Città va veramente a tutti».