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Gonella: “Mari professionista esemplare, saremo protagonisti!”

L’ex Rettore di Santa Maria Nuova, vincitore nel 2000, è oggi a capo della commissione corsa

Crescita costante

Una consolidata esperienza nel mondo del Palio, maturata in tanti anni di permanenza all’interno del Comitato di Santa Maria Nuova. La crescita graduale e costante fino ad occupare la carica di Rettore, esaltata dal trionfo nel Palio ordinario dell’anno 2000: questo, in estrema sintesi, il percorso di Marco Gonella in ambito rosazzurro.

Gli inizi

E’ lui a raccontarci gli inizi ed i successivi passaggi vissuti in quasi 40 anni all’interno della manifestazione.
«Mi sono avvicinato a Santa Maria Nuova nei primi anni ottanta, quando alla guida del Comitato vi era Pier Paolo Ruscalla. Stagioni indimenticabili in giro per gli ippodromi a visionare purosangue, spesso e volentieri in compagnia di un altro grande appassionato ed esperto di cavalli: Mario Berruti. Ho imparato un sacco di cose e negli anni a seguire ne ho fatto tesoro.»

Rettore dal ’97

Un passo dopo l’altro fino ad occupare la massima carica in seno al Comitato della “Signora”….
«Sono stato eletto Rettore nel 1997: ottavo posto in finale con Martin Ballesteros su Nebbiuno. A seguire, dopo due Palii poco fortunati, il 2000 fu per Santa Maria Nuova un anno magico. Sfiorammo il successo nello “Straordinario” piazzandoci secondi con Martin su Guera. Riproponemmo l’identica accoppiata nel Palio Ordinario di settembre e fu l’apoteosi. Tornammo a conquistare il Drappo dopo un digiuno di 28 anni: la vittoria precedente risaliva infatti al 1972, con fantino Gigino Sassano e Rettore Bruno Ercole. Iniziò per noi un periodo magico: vincemmo quattro Drappi dal 2000 al 2009. Oltre a quello di Martin, due con Bucefalo e uno con Massimino».

Alla guida della commissione corsa

Oggi sei vicerettore e responsabile di una commissione corsa un tantino “sui generis”….
«Si, vero. Ci sono almeno sette od otto persone, più o meno giovani, che s’impegnano e si danno da fare all’interno della commissione specifica. E’ nato un bel gruppo, con tanta voglia di fare e grande entusiasmo. Nessun tipo di isolamento, ma apertura a chi dimostra di tenere ai nostri colori e si spende per il successo degli stessi».
L’ultima vostra vittoria è datata 2009, l’attesa dura da 11 anni….
«Il passaggio dai purosangue, tipologia di cavallo che peraltro prediligo, ai mezzosangue, non credo ci abbia aiutati. Basti dire cha dal 2010 al 2016, ultimo anno dei “puri” avevamo disputato cinque finali, ottenendo un secondo, due terzi, un quarto ed un quinto posto. Correre con i “mezzi” ha significato in parte snaturare il nostro Palio. Una sorta di giocattolo finito nelle mani di pochi. Ma qui mi fermo, non voglio andare oltre.»

Cavalli nel mirino

Soggetti anglo-arabi nel vostro mirino?
«Per quanto ci riguarda stiamo monitorando cinque cavalli, li porteremo alle prove di addestramento allo stadio e sarà uno di questi a correre per Santa Maria Nuova il prossimo settembre».
E a montarlo sarà Andrea Mari, fantino che nel 2020 vestirà il giubbetto rosazzurro.
«Purtroppo con Gigi Bruschelli le cose negli ultimi due anni non sono andate troppo bene. Inoltre la buona sorte non ci è stata granché amica. Quando abbiamo contattato Mari ci ha dato subito la sua disponibilità. Aveva anche un paio di altre opzioni ad Asti dove avrebbe potuto accasarsi, ma ha scelto Santa Maria Nuova per l’alta considerazione che aveva per il nostro Borgo. Ragazzo eccezionale, tanto divertente in compagnia quanto professionale e preparato nel lavoro. Siamo, e sono, molto contento della scelta fatta».

Le ambizioni

Vi avvicinate al Palio con ambizioni elevate….
«Puntiamo in alto. Non sarà facile visto che si tornerà a correre in 21 e le strategie cambieranno forzatamente. Ce la vedremo con avversari sulla carta già noti, visto le scelte che hanno fatto: mi riferisco a innanzitutto Don Bosco e poi alla Torretta e a San Secondo».
Palio a 21: la tua opinione?
«Fermo restando che tutti i 21 Comitati hanno diritto di correre, il “format” delle tre batterie non mi garba molto. E’ troppo penalizzante per le tre accoppiate che si qualificano nell’ultima. Ma questo è un discorso vecchio: personalmente ho studiato una possibile soluzione alternativa, sempre a 21, beninteso. Se me ne verrà data la possibilità, la esporrò.»

Nuova pista?

Chiudiamo con la pista: Asti avrebbe bisogno di una struttura fissa, identica in tutto e per tutto (dimensioni, tracciato e configurazione) a quella di Piazza Alfieri?
«Sarebbe fondamentale. Le prove di addestramento sull’ovale dello stadio non hanno molto significato e non saranno mai sufficientemente indicative per valutare la predisposizione di un cavallo ad affrontare al meglio la pista di Piazza Alfieri. Il progetto c’è, l’auspicio è che si possano fare decisivi passi avanti e arrivare finalmente a realizzarla».

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