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La replica

Guardia medica: «L’attuale procedura, registrata, tutela lo stesso medico e il paziente»

Esperti della Regione rispondono alle criticità mosse dal delegato sindacale FIMMG

Dalla servizio di continuità assistenziale il delegato sindacale FIMMG ha riproposto una serie di criticità che si stanno riscontrando chiamando il numero unico 116117. Abbiamo chiesto alla Regione di rispondere alle osservazioni mosse per capire come e se il sistema possa essere migliorato. 

Dalla guardia medica tornano a sollevare criticità sul metodo di gestione delle chiamate alla centrale unica 116117, a cominciare dalla possibilità di poter aprire una sola scheda e valutare un solo utente per volta. Questo creerebbe lunghe attese al telefono per i cittadini.

«I medici della continuità assistenziale acquisiscono sulla loro postazione informatica una scheda contatto per volta, in modo da evitare che in presenza di numerosi contatti vi sia la possibilità di non avere contezza della richiesta. Se non ci fossero un’organizzazione integrata sui diversi distretti e diverse postazioni di continuità assistenziale si rischierebbe di “perdere i pazienti”. Inoltre, mantenere un processo dinamico e governato a livello di centrale di quadrante risulta essenziale nel caso di vicariamento di postazioni territoriali per mancanza di medici. Pertanto, il passaggio di una scheda per volta è a garanzia del corretto funzionamento del sistema, a protezione dell’utente e del medico».

La guardia medica aggiunge che, essendo complicato prende la linea in tempi rapidi, molti utenti desistono e fanno due azioni: o chiamano il 112 (gravando quindi sul sistema dell’emergenza/urgenza) o si presentano direttamente in pronto soccorso anche per questioni non attinenti alle urgenze o per il Covid.

«Dai dati che abbiamo analizzato pochi giorni fa con il Tavolo Tecnico integrato tra il Numero Unico di Emergenza 112, il Dipartimento interaziendale emergenza sanitarie territoriale e il Coordinamento regionale del Servizio 116117 non emergono incrementi significativi di contatti al sistema di emergenza urgenza, derivanti da richiesta di informazioni relative al Covid, richieste di informazioni che sono filtrate direttamente dal NUE112; né tantomeno osserviamo un incremento dei codici bianchi in entrata al pronto soccorso di Asti (a novembre 638, a dicembre 584, a gennaio fino ad ora 264). Tuttavia siamo consci dell’importante numero di chiamate che vengono inoltrate alla centrale operativa del 116117 a supporto dell’attuale periodo pandemico. In base alle disponibilità di personale e tecnologie, si sta rafforzando la capacità di risposta e di gestione. Va ricordato che esistono dei numeri nazionali (1500) e regionali (800957795) dedicati, e in fase di potenziamento, alle informazioni relative al Covid e che sul sito della Regione Piemonte (www.regione.piemonte.it) si possono reperire tutte le informazioni relative a quarantene e isolamenti».

Altra criticità denunciata riguarda il fatto che la guardia medica ha a sua volta difficoltà a interfacciarsi con la centrale operativa oltre a non avere possibilità di poter parlare con le utenze senza passare dalla centrale.

«È una procedura che tutela lo stesso medico e il paziente, in quanto la telefonata è registrata e garantisce il tracciamento dell’attività. Per questo motivo necessita di transitare dalla centrale operativa; tuttavia va osservato che il colloquio dal medico verso il paziente risulta sporadico, di solito avviene il contrario. La centrale operativa mette in comunicazione l’utente chiamante con il medico di riferimento».

Il delegato sindacale del FIMMG ha evidenziato che sono stati chiesti incontri con la Regione per aprire un confronto sui problemi sollevati, ma che non si sono tenuti per varie ragioni.

«No, il Tavolo Tecnico è attivo e non ci sono incontri in sospeso. Chiaramente lo staff regionale e gli stessi medici in questo momento sono impegnati a gestire la fase contingente. Il Tavolo Tecnico regionale non può entrare nel merito di dettagli specifici relativi ad accordi sindacali che evidentemente devono essere trattati dalle singole Asl. La Regione tuttavia si è sempre confrontata su più Tavoli, sia tecnici sia sindacali, svolgendo un ruolo di coordinamento generale».

Una volta, quando la guardia medica si autogestiva, i dottori potevano dividere i comuni della provincia su più sedi nel caso mancasse il collega di turno in uno degli ambulatori territoriali. Oggi tutto questo non si può fare perché è tutto gestito dalla centrale operativa. Non si può cambiare?

«La centrale operativa del 116117 effettua l’accettazione delle chiamante compilando una scheda contatto a seguito di un’intervista strutturata per poi passare chiamata e scheda al medico della postazione di continuità assistenziale competente per territorio, pertanto non entra in merito all’organizzazione aziendale della guardia medica, che è invece coordinata dai direttori di Distretto delle varie Asl. La centrale operativa attua una procedura di “vicariamento” delle postazioni quando queste non sono presidiate dal medico. Va precisato che le modalità di vicariamento sono dettate dall’Asl di competenza».

Le risposte sono state fornite  dai dottori Marco Pappalardo e Maurizio Borgese,
coordinatori del Tavolo Tecnico regionale del Numero Europeo

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