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Attualità
Lettera

I genitori della materna Lina Borgo spiegano le criticità presenti nell’edificio appena ristrutturato

Segnalano termovalvole non funzionanti, infissi (vecchi) delle vetrate non dipinti, c’è il vano, ma manca l’ascensore e nel cortile c’è ancora il cantiere

Dopo il ritorno a scuola dei bambini che frequentano la materna Lina Borgo di Asti, un gruppo di genitori ha voluto scrivere una lettera pubblica per commentare il ritorno a scuola, ma anche segnalare le criticità trovate nell’edificio appena ristrutturato.

Siamo emozionati. Dopo poco più di un anno entriamo nella scuola ristrutturata. I bambini si guardano intorno, ricordano ancora quegli spazi, ma ora sono diversi, rinnovati. Le maestre ci accolgono sorridenti. E’ grazie a loro che possiamo rientrare oggi, che tutto è pulito e a posto, loro e del personale ausiliario della scuola. Per una settimana hanno lavorato il doppio di quanto avrebbero dovuto (chissà se verranno retribuite per questo?), si sono preoccupate che gli spazi fossero pronti al più presto. Tiriamo tutti un bel sospiro, insieme. La gioia di oggi però non cancella tutta l’amarezza che in questo lungo anno abbiamo sentito e sofferto, bambini, famiglie e personale scolastico.

Il lavoro di ristrutturazione della scuola dell’Infanzia Lina Borgo è stato fatto in poco più di sei mesi ma noi abbiamo atteso tredici mesi prima di rientrare. Tante cose sono successe e ce ne hanno raccontate: una prima Ditta che senza preavviso abbandona i lavori, un furto in cantiere, orario ridotto della scuola per alcuni giorni per permettere il trasloco negli spazi sostitutivi e l’ultima settimana la ciliegina sulla torta, bambini a casa e scuola chiusa, con ordinanze del sindaco che si sono succedute ogni ventiquattr’ore. Ma noi dobbiamo sempre ringraziare, ci dicono. E’ sempre al peggio che dobbiamo pensare e ringraziare che non tocchi a noi. Edificio provvisorio per un anno, sì, ma siete rimasti nello stesso quartiere, tutti insieme e le casette prefabbricate erano nuove; non avevamo un cortile degno di questo nome dove i bambini potessero giocare, sì, ma c’erano condizionatori efficienti negli spazi chiusi; abbiamo atteso un anno, sì, ma non è mica colpa di chi assegna i lavori o di chi li svolge. Insomma, poteva andarci peggio, quindi zitti e ringraziate per quel che si è avuto. Invece no. Noi pensiamo che la scuola sia un diritto e che debba essere tutelata sempre e comunque, e quando vediamo che si poteva fare meglio, siamo sempre stati interessati a segnalarlo.

Crediamo che la scuola debba essere chiusa come estrema ratio, quando proprio non ci sono altre soluzioni possibili e non perchè non si è riusciti a programmare la fine dei lavori e un trasloco in modo che il servizio continuasse senza interruzioni. Siamo stati sul cantiere tante volte, siamo stati in Comune prima ancora che tutto cominciasse e abbiamo fatto le domande scomode che un cittadino partecipe che tiene ai beni e ai servizi comuni deve fare. Abbiamo anticipato i rischi e i ritardi che puntualmente si sono verificati, non perché siamo veggenti ma perché abbiamo visto in altre occasioni cosa può accadere e volevamo prevenire i disagi. Questo approccio però in Comune non piace proprio. Meglio liquidare la questione scaricando sempre le responsabilità su altre parti, le Ditte, il fato, la guerra, la pandemia, il prezzo dei materiali, i rappresentanti dei genitori che insistono affinchè gli spazi siano veramente idonei ad accogliere i bambini (fortunatamente il responsabile della sicurezza ha dato loro ragione dato che per il Comune si poteva accogliere i bambini con i wc che ancora ballavano sul pavimento e gli estintori fuori posto).

Mancava solo un’invasione di cavallette. Siamo stati guardati con fastidio quando ipotizzavamo i rischi e lo saremo ora che evidenziamo le mancanze, non ci preoccupa, non agiamo per il consenso ma per un interesse pubblico. Avevano assicurato pulizia e puntualità. Non sono stati di parola. Con la scuola chiusa le famiglie, come fanno sempre, si sono arrangiate. Nel cortile esterno, che da cronoprogramma dovrebbe essere libero e consegnato entro fine gennaio, lavorano ancora degli operai ed è ingombro di materiale da costruzione. Ma se un lavoro così importante (per noi lo è) come questo, che prevede di organizzare le risorse a disposizione affinché tutto fili liscio non può essere governato, a cosa serve affermare di essere un’amministrazione efficiente? E poi apparire sulla stampa ogni volta che l’occasione lo permette per comunicare che il Comune c’è, fa cose, partecipa, promuove, inaugura?

Noi intanto cercheremo di goderci la scuola ristrutturata, con ciò che è stato fatto. Le risorse a disposizione, ci dicono, non erano sufficienti per metter mano a tutto, perciò la temperatura non è regolabile dato che le termovalvole non funzionano (con buona pace dell’efficienza energetica); gli infissi (vecchi) delle vetrate non sono stati dipinti (cinquecentomila euro e non farsi avanzare un secchiello di pittura!); il vano ascensore che contiene solo il sogno di un ascensore. Aspettiamo che i lavori finiscano veramente, che il cortile sia liberato, pulito e agibile. Contenti che le maestre possano dedicarsi ai bambini e non più a turni extra per sopperire alla cattiva organizzazione altrui. E che il Comune impari qualche lezione accettando con umiltà i punti di vista, i pareri e anche le critiche di chi sa guardare più in là del proprio naso. Perché i cantieri in cui metterci la faccia, temo, saranno ancora molti.

I genitori della Lina Borgo

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