Stefano Allovio presidente del Mercato Coperto di Asti
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Il Mercato Coperto è pronto a reinventarsi, «ma l’amministrazione comunale creda nelle potenzialità della struttura»

Il nuovo presidente del Consorzio degli operatori, Stefano Allovio, rilancia alcune proposte e guarda a una struttura sempre più accogliente per i turisti

Al Mercato Coperto di Asti ci riprovano a riportare la struttura al centro del dibattito politico di Asti. Un nuovo tentativo dopo tante speranze tradite, false partenze e un bel po’ di annunci da parte di varie amministrazioni comunali che non sono stati seguiti dai fatti. Da oltre un anno a rappresentare la struttura di piazza Libertà, davanti alla quale è stata da poco inaugurata la grande ruota panoramica in occasione dell’apertura del Magico Paese di Natale, è Stefano Allovio, titolare dell’enoteca “Alzacalici” e presidente del Consorzio del Mercato Coperto. Lo incontriamo poche ore prima dell’apertura della ruota sui cui gli operatori del mercato hanno sollevato perplessità non tanto per l’attrazione, quanto per la location e il fatto che sottragga parcheggi ai clienti.

«Il Mercato Coperto ringrazia per la ruota perché sicuramente è bellissima da vedere, dà colore, ma l’unico dubbio è che forse chi va sopra non si goda un grande scorcio: almeno per metà del viaggio sei dietro a dei palazzi che danno su cornicioni asettici e piccionaie – commenta Allovio – Io l’avrei vista meglio in piazza Alfieri, magari nella prima parte dei parcheggi. Abbiamo scoperto che sarebbe stata montata leggendo i cartelli di divieto di sosta. Togliere parcheggi può dare disturbo, ma non è l’unico motivo che ci rende perplessi».

Allovio, 45 anni, è un imprenditore che ha creduto nel format del Mercato Coperto e che ha deciso di investire per aprire la sua attività in uno degli stalli lasciati vuoti. Originario delle zone di Penango/Moncalvo, si era trasferito ad Alba per sei anni per studiare Enologia, poi è tornato nell’Astigiano. «A novembre dell’anno scorso uscì il bando per gli stalli vuoti – ricorda – un’attesa molto lungo rispetto agli annunci che già circolavano a luglio. Ho partecipato, ho avuto lo spazio e sono diventato presidente dopo cinque mesi di attività».

La ruota è solo uno dei problemi, neanche il più grave, che interessano gli operatori di una delle strutture commerciali più antiche di Asti. Anche il Mercato Coperto ha scelto di contestare il probabile trasloco del mercato di piazza Alfieri in piazza del Palio. Cartelli con scritto “No allo spostamento del mercato” sono comparsi all’ingresso dell’edificio e gli operatori chiedono al sindaco di ripensarci. «Siamo contrari perché il mercato diviso su due piazze crea molto movimento da una parte all’altra e ciò fa sì che la gente passi davanti al Mercato Coperto e abbia interesse ad entrare. – spiega il presidente – Stiamo parlando di astigiani, ma anche di stranieri che sono incuriositi dal nostro mercato su due piazze. Secondo noi cambiare la posizione degli ambulanti non genera benefici, salvo per quelle due manifestazioni all’anno che verrebbero in quella piazza lasciata libera».

Allovio non contesta l’intenzione del Comune di organizzare più eventi, ma vorrebbe che anche i commercianti fossero coinvolti in fase organizzativa e non a scelte già prese. «Ho sempre sostenuto che ad Asti servono quattro manifestazioni importanti all’anno che attirino come il settembre astigiano. Se riuscissimo a trovarle, da spalmare sul resto dell’anno, potrebbero richiamare più gente e non è importante se la manifestazione viene fatta in piazza Alfieri o nella piazza sotto, l’importante è fare qualcosa per cui Asti sia un’attrattiva. Ad Alba hanno saputo allungare la Fiera del Tartufo su due mesi perché è una manifestazione che funziona ed è una scelta intelligente».

Il Mercato Coperto è contrario allo spostamento del mercato in piazza del Palio, ma anche all’estensione degli stalli blu che dal 1° gennaio trasformeranno tutta la piazza in un gigantesco parcheggio a pagamento, il più grande d’Italia. Anche al Mercato Coperto si stanno raccogliendo le firme per dire all’amministrazione di non procedere con l’iniziativa. «Togliere un parcheggio libero limita l’afflusso delle persone rispetto alla grande distribuzione che possiede parcheggi gratuiti – puntualizza il presidente – Oggi chi viene al mercato a comprare lascia l’auto in piazza del Palio e magari fa anche altro, ma se il parcheggio diventa a pagamento molti sceglieranno di andare nella grande distribuzione. Poi questo creerà un effetto domino sul traffico: la gente, anziché pagare, si butterà con l’auto nel traffico per lasciarla dove capiterà, magari con le quattro frecce inserite in divieto di sosta e questo porterà ancora più traffico in centro».

La ruota no, lo spostamento del mercato no, i parcheggi blu no. A chi contesta agli operatori del Mercato Coperto di essere contrari a tutto e anche un po’ disfattisti, Allovio replica: «Non siamo disfattisti, anzi a volte mi sembra che lo siano Rasero e la Giunta. L’ultima volta che abbiamo visto Rasero, quando ci siamo confrontati per suggerirgli alcune proposte per tirare su il Mercato Coperto e dargli un respiro più importante, magari usando quei 10.000 euro che ci erano stati annunciati per fare l’area food, non ci sembrava neanche molto attento. Gli abbiamo chiesto di procedere alla nuova convenzione per l’assegnazione dei posteggi liberi, vedremo. In definitiva gli abbiamo detto che il Mercato Coperto può diventare una struttura ancora più importante, che possa accogliere molti turisti, oppure un’area dismessa, chiusa, come lo è l’ex Croce Verde».

I commercianti del Consorzio hanno pagato di tasca loro la pulizia della facciata dell’edificio, ma ancora una volta anche il presidente sottolinea la differenza tra annunciare e fare: «Quando fanno i programmi politici tutti spendono bellissime parole sul Mercato Coperto, ma vorrei che quando sono eletti si sedessero a un tavolo e ci si parlasse per proporre soluzioni e idee. Questo edificio è proprietà del Comune di Asti, è un loro ufficio ed è uno dei pochi che genera un reddito».

Allora ecco che al Mercato Coperto chiedono progetti per mitigare i costi energetici i quali, solo per il raffrescamento estivo, hanno obbligato gli operatori a pagare circa 30.000 euro in bollette. «Con la stessa cifra, se l’amministratore si attivasse, si potrebbero mettere i panelli solari sul tetto, un progetto che potrebbe servire a noi e a dar valore all’edificio. Ci sono opere grandi di cui bisogna chiedere preventivi e piccole cose da fare tutti i giorni. Questo stabile è un po’ andato decadendo nel corso del tempo, gli operatori hanno solo pagato l’affitto senza che fosse fatto alcun intervento. La pulizia della facciata probabilmente non avveniva da 30 anni. Ora è molto migliorata, sono queste le piccole attività che bisogna fare. Poi qua dentro bisognerebbe creare delle aree food, magari con quei soldi che volevano darci, i famosi 10.000 euro, oppure anche solo 7.000 che per il bilancio di un Comune non mi pare sia una cifra impossibile da trovare. Noi dal 27 al 18 dicembre ogni domenica saremo aperti dalle 10 alle 17 per dare anche somministrazione. La voglia di fare c’è, ma è logico che ci sono operatori di una certa età e non sempre riescono a cambiare le loro abitudini. Alcuni hanno anche un po’ perso l’entusiasmo, ma secondo me il Mercato Coperto deve trasformarsi e avere un’amministrazione che lo ascolti e che non faccia promesse a vuoto».

Ma se il Mercato Coperto si dice pronto a fare il salto di qualità per essere sempre più attrattivo, Asti è pronta a fare altrettanto? «Asti purtroppo non è Alba, – risponde Allovio – ma dobbiamo essere capaci di copiare quello che funziona ad Alba e imparare da lei se vogliamo diventare una grande città dall’attrattiva turistica. Spesso ad Asti non si è capaci di fare gruppo, si pensa ognuno per sé e questo è un grosso difetto degli astigiani. Asti ha tanto da offrire, è una bellissima città, abbiamo molti luoghi che altre città ci invidiano, ma non sappiamo neanche noi di averli e come valorizzarli. Se riuscissimo a spingere sul commercio e sul turismo potremmo crescere tantissimo. I turisti che vengono da me restano stupiti, non si aspettano questa città e fanno spessi i confronti con Alba. Ma noi non dobbiamo perdere la nostra identità e dobbiamo promuovere le nostre eccellenze: il Prosecco lo eviterei, non siamo in Veneto, meglio proporre loro un buon Asti Spumante».

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Una risposta

  1. Sono nato ad Asti ma vivo al estero da quasi 50 anni. Vengo ad Asti una o due volte l’anno. E sempre provo a venire di mercoledi o di sabato per fare il mercato. Considero quello di Asti uno dei piu bei mercati italiani e anche europei. Su due piazze, sulle strade tra le due piazze e il Mercato Coperto. Appunto, il Mercato Coperto, un’ istituzione, una tradizione. Impossibile venire ad Asti senza fare due spese al Mercato Coperto, bere un aperitivo o prendere un Caffé. Mangiare un pezzo di focaccia. Comprare il Parmigiano Reggiano dai fratelli della Casa del Parmigiano e la Salsiccia dai fratelli della Macelleria di fronte. Il Mercato Coperto deve vivere, riempirsi di gente come quando io ero bambino, il Sindaco di Asti e la giunta comunale deve fare tutto il necesssario per fare vivere questa istituzione, migliorarla. La fine del Mercato Coperto sarebbe una perdita enorme per la Città, che da anni già soffre di molte chiusure di negozi e sembra addormentata in confronto ad Alba che é in piena effervescenza. Si, forse copiare un po da Alba non sarebbe una cosi’ brutta idea.

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