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Il presidente del Consiglio comunale replica: «Nessuna irregolarità: l’odg non si concorda»

«Mai è successo e non è previsto da alcuna consuetudine che l’ordine del giorno di un Consiglio comunale venga concordato con i capigruppo»

Giovanni Boccia, presidente del Consiglio comunale, replica alle accuse della minoranza sul «non rispetto delle regole democratiche»

«La convocazione dell’ultimo Consiglio comunale è corretta, come sono state sempre corrette tutte quelle precedenti. Avrei voluto non intervenire nel dibattito politico e nelle querelle tra i consiglieri, ma quando si afferma che “procedere con il Consiglio comunale già convocato costituirebbe una chiara violazione – se non formale, di certo sostanziale – delle più elementari regole della democrazia consiliare” non posso esimermi dal dire come stanno le cose». Giovanni Boccia, presidente del Consiglio, ha messo da parte la ben nota “equidistanza” tra le parti politiche e ha deciso di intervenire nel dibattito perché tirato per la giacca. «Mai è successo e non è previsto da alcuna consuetudine che l’ordine del giorno di un Consiglio comunale venga concordato con i capigruppo – spiega Boccia – Non è mai capitato e io sono in Consiglio dal 1994 quasi ininterrottamente. Se così fosse, ma non lo è, non si spiega come abbiano fatto nel 2014, durante l’amministrazione Brignolo, a convocare 25 sedute del Consiglio comunale e solo 2 conferenza dei capigruppo. Sarebbe stato impossibile prevedere tutti i lavori di tutti i futuri Consigli per concordare gli ordini del giorno». Boccia non fa nomi specifici tra i consiglieri di minoranza, ma si domanda come possa non saperlo «chi siede in Consiglio da più tempo e magari ha avuto anche ruoli in giunta».

«La seduta convocata per giovedì è tra quelle che noi definiamo “leggere”, un modo per smaltire pratiche o interrogazioni già depositate da tempo. Qui, ad esempio, ne avevamo una del 2019».

Ma c’è dell’altro che renderebbe la polemica voluta dalla minoranza come «del tutto inutile».

«Quando si convoca un Consiglio – spiega il presidente – si devono mettere tutte le pratiche giacenti che però non per forza devono essere discusse. Se manca il consigliere che ha presentato una data interpellanza, o non c’è l’assessore titolato alla risposta, si passa oltre e si recupera la volta successiva. I consiglieri possono anche chiedere di non discutere una certa interpellanza e noi ne prendiamo atto». Infine un dato sulle norme anti Covid in vigore: «Convocare un Consiglio in presenza – conclude Boccia – significa avere in aula almeno 50 persone e oggi questo non è possibile, senza contare i costi di personale per la gestione di eventuale pubblico, la verifica della temperatura e le successive sanificazioni. Anche a questo bisogna pensare. Le parole che sono state dette mi hanno davvero rammaricato».

Intanto ieri sera l’opposizione ha decretato l’Aventino e non si è presentata ai lavori consiliari on line.