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Il Pride di Asti sarà patrocinato dal Comune

Il sindaco Maurizio Rasero spiega perché ha deciso di concedere il riconoscimento alla manifestazione e annuncia i primi dettagli dell'evento

Pride Asti: sì al patrocinio

Il Comune concederà il patrocinio all’Asti Pride in programma il prossimo 6 luglio. A sciogliere ogni dubbio, sebbene ai voti già si sapesse che solo 4 assessori su 9 fossero contrari, è stato il sindaco Maurizio Rasero a sua volta favorevole a concedere il patrocinio.

Rasero, oggi pomeriggio, ha convocato i giornalisti per rendere nota la decisione al termine di una riunione di Giunta decisamente “calda”. Non a caso si è fatto trovare con un paio di guantoni da boxe che ha indossato prima di spiegare l’esito della votazione.

«E’ la prima volta in 19 mesi che ci troviamo con voti discordi – racconta Rasero – Comunque ho vissuto tranquillamente la chicchierata con i miei assessori invitandoli a dare un voto favorevole, astenuto, ma motivato, oppure contrario. Contrari sono stati Marcello Coppo (Fratelli d’Italia), Marco Bona (Lega), Gianfranco Imerito (Lista civica Galvagno) e Renato Berzano (Lista civica Rasero). Da notare che nel gruppo consiliare della Lista Civica Galvagno ci sono stati due voti discordi: l’assessore Bologna ha votato sì, Imerito no. Un no sostenuto anche da Berzano esponente della mia stessa Lista Civica. Ma, diversamente, coloro che hanno concesso il patrocinio si sono concentrati su un aspetto: riconoscersi nel principio di far manifestare persone anche se hanno idee molto lontane dalle loro. Credo che concedere il patrocinio sia una scelta di civiltà che conferma la nostra intenzione di fare di Asti una città del rispetto, dove si combattono le discriminazioni, contro il bullismo, le violenze di genere e, in definitiva, dando seguito con i fatti a ciò che stiamo sostenendo da tempo».

Il percorso: da piazza del Palio a piazzale De André

Rasero, che presto si confronterà con gli organizzatori del Pride, ha auspicato che la manifestazione si svolga senza cadere in qualsivoglia eccesso di cattivo gusto ricordando che la libertà di un individuo finisce dove inizia quella di un altro. «Per questo motivo abbiamo già deciso che la sfilata del Pride partirà da piazza del Palio, zona Movicentro, e raggiungerà piazzale De André con un percorso ancora da definire – continua il sindaco di Asti – Gli organizzatori avevano chiesto l’arrivo in piazza Cattedrale, dove ci sarà AstiMusica, ma abbiamo detto no perché si tratta di due manifestazioni distinte e perché, più o meno all’ora dell’arrivo, ci sarebbe la messa in Duomo che vorremmo lasciare separata dal resto. Però, essendo la serata di AstiMusica gratuita, nulla vieta ai partecipanti di raggiungere la piazza per assistere al concerto».

Al di là delle polemiche, delle critiche e del fatto di «aver concesso il patrocinio non per avere un ritorno di consenso, anzi…» il sindaco ha evidenziato l’aspetto su cui punta molto: far dell’Asti Pride un momento di festa per tutta la città, che porti ad Asti almeno 5.000 persone, che faccia lavorare i locali e i negozi e che dimostri come sia un luogo vivo e non una città morta.

«Preciso inoltre che non spenderemo un euro di soldi pubblici e non dedicheremo del tempo ad organizzarla in quanto gestita da alcune associazioni: per noi – aggiunge Rasero – la priorità resta il lavoro e su questo siamo concentrati per dare risposte ai cittadini».

Ha però aggiunto che il 6 luglio porterà il saluto della città a tutti i partecipanti, ma anche auspicato «che il Pride non si chiuda con comizi di natura politica contro il Governo che sarà in carica quel giorno, parlando immigrazione o di altri temi che nulla hanno a che vedere con lo spirito della manifestazione».

La soddisfazione dell’assessore alle pari opportunità

Molto soddisfatta per la concessione del patrocinio è Elisa Pietragalla, giovane assessore alle pari opportunità. «Si è discusso molto su questa manifestazione e io stessa, che non la conoscevo bene, ho voluto vederla in prima persona partecipando al Pride di Torino. Ho visto una grande festa, con famiglie e partecipanti di tutte le età, nulla che abbia turbato la mia sensibilità. Non solo. Penso, e su questo mi sono confrontata con il mio gruppo, che ognuno sia libero di manifestare il proprio pensiero e la propria parola e che questo evento possa essere un valore aggiunto per la nostra città, anche dal punto di vista economico. Da assessore alle pari opportunità – conclude l’assessore – ho lavorato a progetti contro la violenza sulle donne, contro le discriminazioni (Asti fa parte del nodo antidiscriminazione ndr), contro il bullismo, per una maggiore educazione civica e non concedere il patrocinio sarebbe stato poco coerente con quanto sostenuto».

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