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La felicità ha gli occhi di un riccio, parola di veterinario

Il commovente e toccante racconto del dottor Massimo Vacchetta che ha scritto il suo terzo libro su Ninna, il riccio che gli ha salvato la vita

Il dottor Vacchetta ad Asti

Può capitare, nella vita di uno stimato professionista, che la felicità arrivi solo alla soglia dei 50 anni e pesi poco più di 25 grammi.
E’ quanto accaduto a Massimo Vacchetta, veterinario langarolo, che dopo una onorata carriera passata ad occuparsi di bovini, è rinato grazie ad un riccio grande quanto un pollice.
La bellissima storia di amore di Vacchetta per i ricci che recupera, cura, protegge e salva, è stata raccontata da lui stesso nel corso di una serata con il suo pubblico di lettori al Centro Culturale san Secondo. Il pretesto era la presentazione del suo terzo libro “Ninna, il piccolo riccio con un grande cuore” edizioni Piemme che, ancora una volta, è pieno di commoventi storie di ricci. Tutte vere e tutte tratte dalla sua quotidiana vita alla Casa di Ninna, rifugio per ricci da lui fondato a Novello.
«Ninna è stata il mio primo riccio, arrivata all’improvviso nei giorni in cui sostituivo un collega in ambulatorio durante un periodo cupo della mia vita, in piena crisi esistenziale. Quell’esserino piccolo e indifeso mi  ha restituito la voglia di vivere e la felicità. L’ho accudita e ho provato per lei le stesse ansie che prova un genitore per il figlio piccolo – ha raccontato con un trasporto e un’emozione senza pari – Un esserino minuscolo che mi ha insegnato quanto in questo mondo ci sia un disperato bisogno di compassione verso gli altri, animali o uomini che siano. E mi ha insegnato che aiutare gli indifesi è una potentissima medicina per l’anima».
La sua “clinica dei ricci” che conduce grazie anche all’aiuto di volontari, oggi ospita circa 200 ricci salvati in vario modo da pericoli o morte sicura.
Uno degli animali più diffusi nell’ambiente rischia ora l’estinzione. Per questo Vacchetta ha annunciato di aver acquistato 20 ettari di bosco naturale a Cortemilia con l’idea di trasformarlo in un parco naturale per ricci da lasciare in eredità alle nuove generazioni.
Una incondizionata dichiarazione d’amore verso la natura fatta indossando una maglietta sulla quale campeggiava lo sguardo curioso di Ninna dipinta da Claudia Sgarzi, presidente dell’associazione Una (Uomo, natura, animali) di Asti.

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