La Street Parade da piazza Catena a Via Allende
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La Street Parade da piazza Catena a Via Allende

Il colorato corteo di chi chiede casa e lavoro si è snodato per il centro storico nel pomeriggio di sabato scorso. Commozione per il marocchino, ex operaio Waya, che da tre anni abita con moglie e figli in via Allende. Qui si è conclusa la manifestazione, cui hanno partecipato anche alcune autorità

Musica e slogan per la Street parade che ha attraversato la città. Oltre un centinaio di persone hanno dato vita alla manifestazione pacifica e vivace per la difesa dei diritti di chi, in questo difficile momento sociale, sta soffrendo più di altri e si vede privato di uno dei diritti fondamentali: la casa. Ad organizzare il corteo che ha attirato l’attenzione degli astigiani che sabato pomeriggio erano a passeggio in centro, la Consulta delle famiglie occupanti del Coordinamento Asti est insieme a decine di volontari e una rappresentanza dei rottamai. La sfilata, che da piazza Catena ha percorso tutto corso Alfieri, piazza Primo maggio, fino a Via Allende dove si trova l’edificio autogestito e abitato da ormai tre anni, è stata guidata da un carro con un dj a bordo e alcuni slogan: “ora basta”, “casa e dignità” e “la casa è un diritto”.

I manifestanti, sorvegliati da Polizia, Carabinieri e Polizia municipale, chiedevano di bloccare gli sgomberi e gli sfratti, il ripristino della procedura pubblica per le assegnazioni fuori graduatoria, il riutilizzo sociale degli edifici dismessi e vuoti come il vecchio ospedale o l’ex palazzina dell’Enel. Tra gli organizzatori del corteo, Carlo Sottile del coordinamento Asti est: «Siamo scesi in piazza – ha affermato – per far capire agli astigiani cosa sta succedendo. Lo stiamo facendo con coscienza perché la crisi sta picchiando duro». Si è commosso Sechcharfaoui Kouchi, marocchino di 50 anni ex dipendente della Way-Assauto che, sposato con tre figli, vive da tre anni nella palazzina autogestita di Via Allende: «Chiediamo una casa come tutti – ha detto – e vorremmo che i vecchi palazzi disabitati venissero destinati a edilizia popolare. Ringrazio gli astigiani – prosegue – perché sono solidali con noi».

La parata ha percorso il centro a suon di musica reggae e samba grazie anche a un gruppo di ragazzi di Torino del movimento Pink, mentre una piccola rappresentanza dei ferraioli si è unita alla protesta pacifica chiedendo di poter lavorare regolarizzando il mestiere che ancora oggi offre un servizio alla collettività. «Ogni volta che ci fermano per controllarci – spiegano Claudio e Valter Lamberti – rischiamo il sequestro del mezzo, multe e denunce penali. Tanto vale darci una concessione che ci regolarizzi». La Street parade è terminata nel cortile dello stabile autogestito di via Allende: qui è stata imbandita una tavola alla quale sono stati invitati il sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, l’assessore ai Servizi sociali, Piero Vercelli e la presidente del Consiglio comunale Maria Ferlisi insieme ad alcuni capigruppo del Consiglio comunale Giovanni Pensabene, Raffaele Giuliano e Giorgio Caracciolo.

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