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Lanfranco: «Viviamo alla giornata, non c’è pianificazione»

Il presidente della Provincia affida a Facebook una riflessione che, ancora una volta, spiega le precarie situazioni in cui si trova l'Ente

Lo sfogo su Facebook del Presidente della Provincia

Chi lo conosce sa che il presidente della Provincia, Paolo Lanfranco, non è tipo da utilizzare i social network come cassa di risonanza per acchiappare qualche like in più e alle polemiche sterili preferisce tentare di trovare soluzioni pratiche per risolvere i tanti problemi insiti nel gestire un ente in grave difficoltà finanziaria. Ma a tutto c’è un limite e sarà anche per questo che, qualche giorno fa, Lanfranco ha pubblicato un post su Facebook che la dice lunga sullo stato di salute della Provincia di Asti: “Dopo dieci ore di “scervellamento” per cercare, insieme ai dipendenti dell’Ente, di trovare qualche risorsa per tagliare l’erba a bordo strada, per tappare qualche buca, per pianificare lo sgombero della neve, ovvero per garantire almeno in parte i servizi di cui avrebbero diritto i cittadini dei nostri paesi, mi concedo un’unica breve pausa (per quanto inutile) di alta politica: oggi ha giurato il Governo che mette insieme i mandanti morali (il M5S) e i sicari (il PD della “Legge Delrio”) che hanno lasciato agonizzante un’istituzione così preziosa per un territorio come quello astigiano. Speriamo che nel frattempo abbiano capito il disastro creato e trovino l’umiltà per rimediare». Niente di nuovo sotto il sole se si pensa a tutto ciò che è successo alla Provincia dal commissariamento alla elezione degli organi amministrativi di secondo livello, ma la mancanza di soldi per garantire il minimo indispensabile dell’ordinaria amministrazione è ormai endemica al di là dei Governi nazionali i quali, dal 2014, non sono stati in grado di fare una scelta: mettere le Province in condizioni di lavorare in maniera degna o abolirle del tutto per ridistribuire le loro competenze a Comuni e Regioni.

Il post su Facebook del presidente Lanfranco

Soldi insufficienti anche per l’ordinaria amministrazione

«Strutturalmente – spiega Lanfranco interpellato dopo la pubblicazione del post – le risorse disponibili sono ampiamente insufficienti anche per l’ordinaria amministrazione. Viviamo alla giornata e non c’è pianificazione. Abbiamo fatto la riunione per tentare di programmare il taglio ripe, ma, ipotizzando un minimo di quattro tagli su tutte le strade, non abbiamo i mezzi, manca il personale e dobbiamo trovare le coperture. Per il 2019 il preventivo sul taglio ripe è di 110.000 euro a fronte di una necessità di 600.000 euro. Nella riunione che cito nel post abbiamo cercato di reperire 150.000 euro in più». Taglio dell’erba, rifacimento della segnaletica orizzontale, frane, la rimozione della neve, l’asfaltatura delle strade, l’ambiente sono alcune delle attività e dei settori che la Provincia dovrebbe gestire “di base”, in aggiunta agli interventi di manutenzione ordinaria delle scuole superiori. «Proprio sulle scuole sono arrivate risorse importanti per lavori straordinari, – continua Lanfranco – ma il paradosso è che siamo carenti di fondi per effettuare la manutenzione ordinaria». Va da sé che, in questa situazione, è impossibile programmare interventi nel medio e lungo periodo e si può solo cercare di risolvere eventuali emergenze, anche se non sempre si riesce. «Abbiamo 1.300 km di strade da mantenere e fondi assolutamente insufficienti per farlo – precisa il presidente – Però abbiamo ricevuto i complimenti dalla Corte dei Conti su come abbiamo gestito il predissesto. Proprio una bella soddisfazione».

Si cerca, senza riuscirci, di monetizzare vendendo alcuni immobili

Per tentare di fare cassa, la Provincia ha provato più volte a vendere due “gioielli di famiglia”, la Mercantile di Castagnole Monferrato e Villa Badoglio, ma senza riuscirci. L’incertezza del mercato immobiliare e la stima del valore degli immobili non hanno creato l’incontro tra domanda e offerta, ma nel frattempo la Provincia è stata anche chiamata, dal precedente Governo Lega/Cinque Stelle, a stilare un elenco di tutte le infrastrutture di propria competenza che necessitano di interventi di manutenzione più o meno urgenti. Una lunga attività di computo e analisi che, però, ad oggi non è servita a granché: «Non abbiamo avuto riscontro dal decreto sblocca cantieri – continua Lanfranco – neanche attraverso l’Unione delle Province». E tra una mancata pianificazione dell’ordinario e le tante incertezze sul futuro dell’Ente, Lanfranco prende atto che «esiste una profonda distanza tra il mondo reale e una politica che si dedica a dichiarazioni altisonanti». «Cento sindaci dell’Astigiano, su centodiciotto Comuni, – conclude il presidente – hanno anche sottoscritto un ordine del giorno con il quale si chiede al Governo di ripristinare questi Enti per renderli operativi come prima». Un odg su cui nessuno nutre forti speranze perché il Governo Conte bis è sostenuto da due forze di maggioranza che sulle Province hanno idee molto chiare: per il M5S devono essere abolite per tagliare gli sprechi, mentre è stata proprio la riforma Delrio (PD), nel 2014, a trasformarle in enti di secondo livello, una riforma compiuta a metà che secondo molti amministratori sarebbe uno dei motivi per i quali le Province si trovano a dover affrontare tutti i problemi del caso, più volte denunciati, è il caso di dirlo, Urbi et Orbi.

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