Levataccia per i ragazzi disabiliE qualcuno rinuncia al servizio
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Levataccia per i ragazzi disabili
E qualcuno rinuncia al servizio

Ad un mese dall’inizio della nuova gestione, i commenti delle famiglie sul servizio di trasporto per disabili. Sotto accusa i giri troppo lunghi, quasi un’ora e mezza da una frazione al capoluogo, e l'affermazione dell'assessore Parodi che assicurò «per i ragazzi non cambierà nulla»

Ad un mese dall’inizio con il nuovo gestore del servizio di trasporto disabili del Comune di Asti, le famiglie tirano le prime somme e tracciano un primo bilancio. Un bando che ha spiazzato le famiglie, che avevano già ampiamente manifestato le loro perplessità circa il cambio dopo oltre quindici anni di servizio ininterrotto affidato agli autisti e agli assistenti della cooperativa Il Faro. Ma la nuova gara è stata vinta dalla Autonoleggio Torino che ha effettuato il maggior ribasso dalla base d’asta, così come previsto dal bando approntato esclusivamente sull’offerta che prevedeva il maggiore sconto sul capitolato.

I genitori e i famigliari dei ragazzi che ogni mattina usufruiscono del servizio per raggiungere le varie scuole e i centri diurni presso i quali sono iscritti, sanno che per i loro figli “speciali”, ogni cambiamento nelle abitudini è particolarmente destabilizzante. Inoltre molti utenti sono affetti da patologie che mal si conciliano con giri dei pulmini particolarmente lunghi e tortuosi, visto che possono verificarsi crisi di vario genere o semplicemente può nascere un’irrequietudine a rimanere troppo a lungo seduti e assicurati ai sedili.
In questo primo mese di monitoraggio del servizio affidato a nuovo gestore, alcune lamentele sono arrivate fino al nostro giornale. Una lettrice, madre di un ragazzino affetto da una patologia che lo costringe a muoversi in sedia a rotelle e a continuo rischio di crisi epilettiche, è molto preoccupata per come sono cambiate le cose.

«Intanto, visto che abitiamo in una frazione lontana dal capoluogo, ci hanno anticipato di quaranta minuti il passaggio al mattino per caricarlo. Prima passavano alle 7,40, ora alle 7 e questo significa alzarsi molto prima, prepararlo e dargli colazione quando ancora non ha fame e somministrargli le medicine fondamentali per prevenire le crisi epilettiche. Il mio dubbio –prosegue la madre- era che, facendo tutto di fretta, le medicine non avessero tempo a fare effetto prima di salire sul pulmino e nei giorni scorsi è proprio capitato, per la prima volta da moltissimo tempo a questa parte, che mio figlio, a pochi chilometri da casa sia stato colpito da un attacco, mentre era sul pulmino. L’autista è andato nel panico ma, per fortuna l’assistente era anche volontario in Croce Rossa ed è stato in grado di intervenire in modo competente. Ha poi ordinato all’autista di riportare mio figlio a casa».

La stessa madre lamenta ancora scarse dotazioni dei pulmini, alcuni dei quali troppo grandi e troppo vetusti. In particolare nella pedana di sollevamento delle sedie a rotelle e nel sistema di bloccaggio della carrozzina durante il viaggio.
In un altro caso, per una famiglia il cambio di autista nel giro del mattino, ha addirittura portato a non usufruire più del servizio. «Mia figlia, abituata da 15 anni con lo stesso autista –racconta la madre- proprio non ne vuol sapere di salire sul pulmino con un altro alla guida. Sembrerà una sciocchezza per altre famiglie, ma per ragazzi come i nostri anche questi piccoli particolari generano ansie, attacchi, destabilizzazioni che poi pesano sul loro equilibrio e sulle famiglie. Ho preferito rinunciare al servizio e al mattino la porto io al centro diurno che frequenta».

Fra le lamentele più comuni vi sono i lunghi tempi di percorrenza sul pulmino prima di arrivare a destinazione. Ci sono infatti ragazzi che salgono alle 7,20 per arrivare a scuola alle 8,45: quasi un’ora e mezza per andare da una frazione al capoluogo. Come capita ad uno degli utenti, ormai adulto, che frequenta un centro diurno ed è affetto da una sindrome che rallenta molto i suoi movimenti. Prima il pulmino passava  a prenderlo alle 8,10, ora ha anticipato alle 7,20 costringendo la sua famiglia ad alzarlo alle 6,20 o anche prima per riuscire a prepararlo in tempo.
Le mamme, ad onor del vero, non attaccano il personale del servizio perché comprendono come debbano fare i conti con i compensi e riconoscono una buona disponibilità della referente del Comune per questo servizio.

Quello che non riescono a perdonare, però, è una frase dell’assessore competente Marta Parodi che, alla presentazione del nuovo affidamento dichiarò che «per i ragazzi non cambierà nulla». «Non è così, per i ragazzi è cambiato tutto. E in peggio» sono concordi nel dire le mamme.

Daniela Peira

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