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Mercato di piazza Alfieri: via libera alla nuova “mappa”

Ma la Commissione degli ambulanti annuncia che sarà un tribunale a pronunciarsi in via definitiva

Con la delibera 203 del 22 giugno, la Giunta Rasero ha approvato la nuova mappa per la ridistribuzione dei banchi del mercato di piazza Alfieri. Si arriva così al termine di una lunga querelle che ha diviso l’amministrazione comunale dagli operatori del mercato, contrari alla ridistribuzione dei posteggi come deciso dall’assessore al commercio Marcello Coppo.
Ne è nato un braccio di ferro durato mesi, portato avanti a suon di comunicati stampa, accuse contro l’amministrazione di predisporre un progetto che penalizzerà molti operatori del mercato, repliche e annunci di ricorsi contro decisioni non condivise.

Alla fine il Comune ha preso una decisione e, anche se in via sperimentale per una durata compresa tra 6 e 12 mesi, ha approvato la disposizione dei banchi sul lato dell’isola pedonale di piazza Alfieri, in buona parte dell’attuale piazza, dalla statua di Alfieri verso il centro dell’area mercatale, parzialmente lungo il lato dei portici Pogliani (ma sempre all’interno del parcheggio) con qualche banco dislocato in piazza Libertà. I posteggi sono ridefiniti prevedendo unicamente due dimensioni: 8 per 4,5 e metri e 12 per 4,5 metri «al fine di uniformare – si legge nella delibera – e rendere più omogeneo il mercato a fronte dell’attuale situazione che presenta posteggi di dimensioni estremamente variabili».

La Commissione mercatale di piazza Alfieri, tramite lo studio legale Rabino, aveva prodotto due soluzioni alternative per la disposizione dei banchi: una sfruttava l’anello viabile intorno alla piazza, l’altra occupava buona parte dell’attuale parcheggio e in parte della nuova zona pedonale. Ipotesi ritenute dall’amministrazione non fattibili per diversi motivi.

Gli ambulanti ricorreranno alle vie legali

La decisione presa dalla Giunta Rasero ha provocato l’ennesima replica della Commissione dei Mercati di piazza Alfieri che qui sotto pubblichiamo integralmente.

La decisione, alla fine, è arrivata. Dall’alto. Imposta come una sorta di punizione a chi non omaggia a sufficenza il potere. Apprendiamo, da fonti non ufficiali, che sarebbe stato meglio risolverla con una genuflessione in segrete stanze piuttosto che mettere i panni sporchi in piazza. Ma noi in piazza ci viviamo e la piazza ci dava da vivere: ora non più. I nostri comunicati stampa hanno urtato la sensibilità del nostro primo cittadino, peraltro non l’ultimo arrivato quando si tratta di lavare i panni in “comizi” senza contraddittorio sui social. Ma, si sa, c’è chi può e chi non può ed un vecchio proverbio piemontese dice: fa cume el previ el dis nen cume el previ fa (fai come dice il prete non come fa).

Ora saremo ammucchiati nella parte alta di piazza Alfieri. Con banchi uno sull’altro, senza spazio per far passare eventuali mezzi di soccorso od anche nostri furgoni, in un bieco assembramento pre-covid. Altri nostri colleghi, invece, godranno degli spazi e del passaggio di persone nella Ztl dei portici del Cocchi. Figli e figliastri? Ambulanti di serie A e di serie B? Certamente no e tutto sarà, senz’altro da riportarsi a questioni di viabilità e di graduatorie per l’assegnazione dei posti nel mercato. Sarà comunque un Giudice che deciderà sia per le prime che, soprattutto, per le seconde. Ringraziamo comunque le opposizioni consiliari e gli assessori del Movimento Civico Galvagno che non hanno votato questa disposizione. Punitiva. Per noi e per la città. La storia si ripete come con il sottopasso Marconi, quando per non lasciarlo ristrutturare ad un associazione si è preferito lasciarlo nelle attuali condizioni di degrado: sempre per usare la saggezza popolare, si era preferito tagliarsi i cosiddetti per fare dispetto alla moglie.

Con questa nuova disposizione si è fatto lo stesso. Indicativo che gli assessori di due branche che si vorrebbero così importanti per la città, Turismo e Cultura, non lo abbiamo votato. E non si è discusso nemmeno della nostra ultima proposta che prevedeva un passo verso la soluzione comunale, per trovare un accordo. Addirittura, una delle nostre portavoci è stata “bloccata” dallo stesso sindaco: procedura che gli adolescenti chiamano friendzonare. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Da piangere per le opportunità sprecate.

Per un Mercato che serve per passerelle elettorali ad Aprile e per puntigli e sopraffazioni qualche mese dopo. Per i nostri clienti che sgomiteranno per raggiungerci. Per i soccorsi che non potranno giungere con i mezzi fra i banchi. Con le misure di sicurezza necessariamente allentate. Con le nostre famiglie che, dopo tanto soffrire per le chiusure, soffriranno ancora per i mancati guadagni. Si, c’è da piangere ma non lo faremo e staremo ancora in piazza Alfieri e mentre attenderemo la pronuncia di un Tribunale, spiegheremo a tutti cosa succede ad Asti.

La Commissione Mercati Piazza Alfieri

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