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Attualità

Mobilità post Covid: «Meno auto, più bici: cambiare Asti si può»

Associazioni, genitori, bambini chiedono al sindaco politiche green per rendere la città più accogliente e sicura per ciclisti e pedoni

Asti: al parco del Borbore il Tavolo partecipato sulla mobilità sostenibile

E’ stato un “Tavolo partecipato sulla mobilità sostenibile” molto significativo quello che si è svolto venerdì pomeriggio al parco Pastrone, vicino al Borbore, animato dalla Rete Asti Cambia e da varie associazioni che chiedono una riforma green della viabilità e dei servizi ai cittadini.

L’emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus sta, di fatto, accelerando alcuni progetti che la Rete Asti Cambia considera fondamentali per implementare la qualità della vita in tutta la città: creare più spazi per i pedoni, progettare piste ciclabili e rivedere l’uso dell’auto negli spostamenti di tutti i giorni. Ma è solo un piccolo inizio aver deciso la creazione di due nuove piste ciclabili (dalla stazione all’ospedale e di interconnessione tra Asti ovest e piazza I maggio), la riattivazione di un bike sharing e un nuovo monopattino sharing e la pedonalizzazione di una parte di piazza Alfieri.

«E’ necessario educare all’uso della mobilità sostenibile – commenta Dennis Marcela Bejarano di Asti Cambia – La mobilità è un bene comune e dobbiamo pensare alla salute di tutti, ma è urgente sviluppare una pedagogia su come sensibilizzare i cittadini. Chiediamo al Comune di prendere in mano il Tavolo e aprire le porte alla cittadinanza».

«Basta tutte queste barriere architettoniche»

Non si tratta solo di creare nuove piste ciclabili, possibilmente in struttura e separate dal resto della carreggiata, perché una città sostenibile, come emerso da alcuni interventi durante la riunione, deve abbattere le barriere architettoniche e offrire l’accesso ai servizi a tutti i cittadini indipendentemente dal fatto che abbiano o meno delle disabilità. Su questo punto si è soffermato Marco Castaldo che ha ricordato la classifica delle città più accessibili “Access City Award” «dove a parte le città del nord Europa, notoriamente più virtuose, troviamo New York, Dubai e Milano, ma anche Alessandria grazie all’attivazione di servizi smart innovativi». Sono state le parole della piccola Sveva, 10 anni, alunna della 5°C alla Galileo Ferraris a riassumere alcune richieste presentate da oltre un anno all’amministrazione Rasero: «Oggi le piste ciclabili in città sono pochissime e non sono sicure: un anno fa chiedemmo al sindaco di eliminare le barriere architettoniche, ma nulla è stato fatto. Quindi torniamo a chiederlo».

Bisogna cambiare le cattive abitudini

Basta barriere architettoniche, ma basta anche cattive abitudini che creano inquinamento e mettono a rischia la salute dei cittadini. Quali? Tanto per cominciare usare l’auto per ogni spostamento come se non esistessero alternative. La maestra Lorella Forastiere della scuola primaria Baussano ha presentato il progetto del Piedibus che, con successo, incentiva i bambini e i loro genitori a raggiungere la scuola a piedi e in compagnia di altri studenti. Secondo la Rete Asti Cambia si tratta di un progetto che dovrebbe essere esteso a tutte le scuole. La mamma Ilaria Fiore ha offerto, invece, il punto di vista di un gruppo di genitori che vedono l’insostenibilità e il pericolo dell’attuale situazione del traffico cittadino come un rischio che non si può più correre. «Oggi usare la bici significa tuffarsi nel traffico – ha spiegato – e con i bambini è ancora più rischioso. Dobbiamo, però, iniziare a vedere la bici come primo strumento di mobilità al posto dell’auto».

Se il Collettivo Studentesco “Terzo Intermezzo”, composto da una trentina di studenti delle superiori, ha chiesto «di non tornare alla normalità pre pandemia perché era sbagliata» e ha rilanciato «in vista della riapertura delle scuole, trasporti pubblici più accessibili a tutti e in sicurezza», ci sono realtà private che stanno facendo la loro parte per incentivare l’uso della bicicletta. E’ il caso della farmacia San Lazzaro di Asti: «Ci siamo inventati sconti per i clienti che arrivano in bicicletta, – racconta Matteo Cassina – una sorta di “Eco Salus” in un momento dove si parla molto di bonus. Ma l’incentivo è trascurabile se ad applicarlo è una sola attività commerciale mentre diventa interessante se ci fossero più attività».

Asti Cambia ha chiesto con forza all’assessore all’ambiente Renato Berzano, presente con il vice sindaco Marcello Coppo (entrambi giunti al parco in bicicletta), che venga data continuità a questo primo incontro per dare vita ad un Tavolo partecipato in grado di offrire all’amministrazione azioni concrete per una mobilità realmente sostenibile.

Il prossimo appuntamento sarà a settembre per la Settimana europea della mobilità sostenibile, dal 16 al 22, durante la quale la Rete Asti Cambia proporrà ulteriori iniziative tra cui bloccare il traffico veicolare in tutta la città durante un giorno lavorativo.

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Una risposta

  1. Tra le pessime abitudini c’è anche quella di molti amanti delle due ruote, che amano sfrecciare sui marciapiedi, e se non ti sposti ti guardano pure in cagnesco.

I commenti sono chiusi.

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