Un numero nutrito di ristoranti all’ombra del “Campanòn” ha scelto di non riaprire nella prima settimana di “zona gialla”. Sia pranzi che cene sarebbero possibili, ora, purché all’aperto.
«Per me è più che altro una questione di prudenza – spiega Cristiano Baldi di “Terzo Tempo” – Mi sono preso 15 giorni per valutare l’andamento dei contagi, temendo purtroppo che ci siano nuove chiusure in tempi brevi». Insomma è una questione di incertezza: lo stesso fattore che ha già fatto scegliere al ristoratore la sospensione dell’attività a cavallo tra fine 2020 e i primi mesi del 2021.
In ballo ci sono poi le differenze tra i singoli locali; per alcuni, delivery e asporto sono diventati centrali.
«Aspettiamo ancora – gli fa eco Silvia Bisoglio del Ristorantino Tantì, altra realtà molto frequentata, “sospesa” da alcuni mesi – Pur avendo la possibilità di ampio dehors, non puoi fare nulla in caso di maltempo. Speriamo che tra un paio di settimane diano la possibilità almeno di usare gli spazi interni quando piove».
Sulle novità normative, Cristiano Baldi esprime perplessità: «Il sentore è che si sia riaperto un po’ in fretta. Potrebbe costarci la stagione estiva. Se era un rischio calcolato, per me è stato calcolato male». Nizza ha avuto un “boom” anche turistico di locali negli ultimi anni. Il ristoratore ipotizza che, in questo senso, le istituzioni di zona potrebbero attivarsi per segnalare le peculiarità economiche del nostro territorio ai “piani alti”.