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Montafia dà l’addio all’architetto Enrica Fiandra, massima esperta di “cretule” e di storia locale

E' mancata nella sua Bagnasco all'età di 93 anni

Mancata oggi a 93 anni

Grave lutto nella comunità   di Montafia e di tutto il mondo dell’architettura e dell’archeologia internazionale. E’ mancata oggi, all’età di 93 anni, l’architetto Enrica Fiandra, nella sua amatissima casa della frazione di Bagnasco.

La dottoressa Enrica Fiandra era una autentica autorità all’interno della Sovrintendenza ai Beni Culturali dove ha costruito la sua lunga e brillante carriera fino a raggiungere il grado più alto di ispettore centrale del Ministero.

Grandissima la sua passione e competenza per gli scavi archeologici: ha lavorato e diretto scavi in Siria, Iran, Iraq e Libia.

La sua più grande scoperta

Fra le sue ricerche più importanti ce n’è una che ha riscritto i libri di storia: la retrodatazione della nascita della scrittura e della ragioneria grazie ai suoi studi sulle “cretule”, i sigilli in argilla antesignani della contabilità nei magazzini del grano.

Ha vissuto a lungo a Roma e ha viaggiato moltissimo, ma il suo cuore era sempre legato indissolubilmente alla frazione Bagnasco di Montafia dove tornava ogni volta che poteva, per ritrovare pace e serenità nella compagnia degli amici di infanzia. Ha sempre mantenuto un forte legame con i suoi luoghi del Nord Astigiano che ha anche valorizzato con la sua competenza. Nella sua abitazione, in parte adibita a museo, ha ricevuto molti allievi e ricercatori con la ricostruzione di antiche tecniche di costruzione, prima fra tutte quelle usate dai “picapere”.

Ha salvato e catalogato i soffitti di gesso

 

E’ stata anche una strenua sostenitrice della salvaguardia dei soffitti di gesso, tipici del nord astigiano ed è grazie al suo interessamento che è stata realizzata la “Via del Gesso” che parte dal museo di Moncucco e termina al castello di Magliano Alfieri toccando diverse case private ed edifici pubblici che ancora hanno conservato le straordinarie gessate cui ha dedicato anche un libro con catalogo fotografico completo.

Il suo amore per la storia locale è sfociato spesso in mostre tematiche sui temi più disparati che ha allestito e presentato in collaborazione con l’Ecomuseo Basso Monferrato e che ha ospitato, ogni volta che ha potuto, nei locali della ex scuola di Bagnasco.

 

Studiava i Saraceni nell’Astigiano

Fra gli ultimi lavori prima del declino imposto dal suo stato di salute, la ricerca sulla presenza (ed influenza) dei saraceni nell’arte, nell’architettura e nell’etimologia del nord astigiano per conto di un altro grande amore della sua vita, il Ciraas (Centro Internazionale Ricerche Archeologiche, Antropologiche e Storiche) che aveva sede a casa sua e del quale era stata fondatrice e sostenitrice.

Una studiosa di prim’ordine che ha aiutato generazioni di studenti nel coltivare la loro passione per la storia e l’archeologia con una grinta che non l’ha mai abbandonata e che alimentava con le amicizie semplici e sincere degli abitanti di Bagnasco, luogo che ha scelto come residenza abituale dopo essere andata in pensione.

I funerali si terranno domani, venerdì, alle 15 nella chiesa di Bagnasco.

 

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