Drappi
Attualità, Sport

Nei Drappi di Coffano l’essenza del Palio e la rilevanza del “Santo”

Un vero peccato che la piazza non abbia potuto assistere alla cerimonia della Stima e vedere così svelate le due splendide opere dell’artista astigiano

Una celebrazione purtroppo mancata

Un vero peccato che la piazza non abbia potuto quest’anno assistere, causa la situazione emergenziale che stiamo vivendo, alla cerimonia della Stima dei Palii e vedere così svelate le due splendide opere realizzate dal Maestro Ottavio Coffano. Due dipinti ad olio coinvolgenti e affascinanti, attraverso i quali l’autore, apprezzato e conosciuto pittore astigiano, ha saputo sintetizzare l’anima e l’essenzialità dell’evento paliesco.

Ottavio Coffano aveva già ricevuto dall’allora Amministrazione Comunale l’incarico di realizzare il Drappo del 1975. Ricordi ben vivi in proposito i suoi:

«Venni contattato – racconta Coffano – dall’allora dirigente del Comune Pellegrini. La realizzazione dei Drappi delle prime edizioni del Palio a partire dall’anno della ripresa, il 1967, era stata affidata a Gea Baussano. Nel ‘75 si decise di cambiare e ricevetti l’incarico. Ai tempi veniva dipinto il solo Palio destinato ai vincitori della corsa e tutti i Drappi tendevano a rassomigliarsi. Situazione assai diversa da quella odierna, dove l’artista ha libertà di dare spazio alle proprie emozioni e alla propria creatività.»

Splendidi dipinti ad olio

Non più quindi Drappi in stampa serigrafata, come era accaduto negli ultimi anni, ma due dipinti ad olio quelli realizzati da Coffano ispirato dal fascino della manifestazione. Senza trascurare il giusto rilievo da attribuire alla figura del Santo Patrono cittadino.

«Nel Palio riservato ai vincitori della corsa ho inteso dare l’idea del movimento e della vivacità che caratterizzano la competizione. Un’opera da intendersi suddivisa in tre parti: in basso l’alba, la città con le sue torri che si sveglia al mattino del grande giorno. A salire poi la centralità dedicata alla lotta per conquistare la vittoria con i cavalli al galoppo e nella parte alta il giungere della sera, da immaginare con un popolo festante e gran parte della città silenziosa a meditare sull’esito poco felice della corsa. Il Drappo andato in dono alla Collegiata è invece contrassegnato da una prevalenza del colore verde, il colore della speranza. Omaggio a San Secondo al quale nella mia opera ho voluto dare particolare risalto.»

Il rapporto con il Palio

Il rapporto di Ottavio Coffano con il Palio?

«Realizzai al tempo della ripresa della manifestazione una tela di grande dimensioni nella quale era rappresentata Asti medievale, che andò ad occupare lo spazio situato posteriormente alle tribune centrali. Mi occupai inoltre della ricostruzione e del recupero del Carroccio, realizzando particolari creazioni a sbalzo in rame, ferro e zinco.»

Il suo cuore batte per un Borgo o un Rione in particolare?

«Risiedo nel Rione San Paolo, e, circostanza piuttosto curiosa, quando dipinsi il Palio nel 1975 a vincerlo furono proprio i giallorossi dell’allora Rettore Cavanna. Amo però tutto il Palio, con le sue meravigliose giornate e il suo clima festoso. Voglio bene ad Asti, vorrei vederla rinascere e tornare all’ottimismo che caratterizzò la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta. In città c’era voglia di fare, di costruire, aleggiava un clima di speranza che con il passare degli anni è purtroppo andato a a scemare. Il mio sogno è questo: rivivere quegli anni e vedere Asti rifiorire. E in questo senso il Palio potrebbe dare un prezioso contributo.»

Nella foto, alle spalle del Sindaco Rasero i due Palii dipinti dal Maestro Ottavio Coffano: a destra quello destinato al vincitore della corsa e a sinistra il Drappo donato alla Collegiata.

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