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Incontro in Regione

Nursing Up, necessarie nuove assunzioni e direttive chiare per la riorganizzazione del personale

Carenza cronica di personale più volte denunciata dal sindacato

Il sistema sanitario piemontese rischia seriamente di finire in una grave crisi di personale a causa delle sospensioni del personale in applicazione del D.L. 44/2021. Una situazione che si somma al fatto che già prima della pandemia gli ospedali e le strutture sanitarie vivevano una condizione di carenza cronica di personale più volte denunciata dal nostro sindacato, che non è mai stata risolta con un piano adeguato di assunzioni. Senza alcun urgente correttivo oggi la situazione potrebbe diventare insostenibile.

Il Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, da mesi sottolinea, la necessità urgentissima di assunzioni. Ora però i nodi vengono al pettine perché riducendo ulteriormente il personale, si va verso la possibilità di una ulteriore sofferenza del sistema. A dover agire per sopperire a questa situazione è la Regione, che deve mettere a punto un piano per gestire in ogni azienda questa ulteriore perdita di personale.

La Regione e le Aziende dovranno garantire il mantenimento degli standard assistenziali, garantire tutte le attività, garantire il mantenimento dei posti letto senza alcuna riduzione e l’eventuale sostituzione di coloro che sono stati sospesi. È irrimandabile il potenziamento del personale del comparto sanità. Di questo si è parlato nell’incontro avvenuto con i vertici regionali.

Il segretario regionale del Nursing Up Piemonte, Claudio Delli Carri, e il Segretario Provinciale del Nursing Up di Alessandria e Segretario Aziendale Nursing Up di Asti Enrico Mirisola, sottolineano: “Sospendere dipendenti la cui reperibilità sul mercato del lavoro è davvero complicata, soprattutto coloro che operano in ambiti altamente specialistici e con una specifica esperienza e molto difficilmente potranno essere adeguatamente sostituiti, può creare complicazioni. Questo è un grande problema per ospedali e strutture sanitarie. Si rischiano pesanti ricadute sull’erogazione dei servizi al pubblico e ai pazienti. Oggi abbiamo chiesto alla Regione un documento che possa essere da bussola per avere un comportamento comune tra tutte le aziende in riferimento all’applicazione della legge 44/2021”.

Proseguono Delli Carri e Mirisola: “Che fine farà il personale che, per motivi di salute, non può essere sottoposto a vaccinazione? Dove verranno ricollocati? Ci saranno operatori e professionisti sufficienti per sostituire tutti coloro che verranno sospesi o spostati? Ci saranno comportamenti diversi da azienda ad azienda? Tutte queste domande attendono una risposta concreta.

È necessario avere subito direttive chiare su come si intenda procedere a riorganizzare i servizi per un eventuale aumento del carico di lavoro, che non dovrà certo ricadere sul personale che resterà in servizio. Diciamo basta ad infermieri, professionisti della sanità e operatori, che vengono descritti come “eroi della trincea” da almeno un anno e mezzo e che adesso rischiano di essere costretti a doversi fare carico anche di queste nuove ulteriori carenze di organico”.

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