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«Ogni giorno Amazon mi porta trenta possibili clienti»

Mauro Ardissone, titolare di Marchia, ha deciso di "sfruttare" il colosso dell'e-commerce installando un locker nel suo negozio che attira ogni giorno potenziali clienti: ecco cosa sta succedendo

Un negoziante di Asti ha accolto “il nemico” guadagnando clienti

L’Osservatorio “eCommerce Business to consumer” del Politecnico di Milano non lascia dubbi: lo shopping on line, in Italia, è ormai una realtà consolidata e in forte crescita che ha cambiato le abitudini degli italiani. Sono stati 50 milioni gli acquisti online effettuati tra novembre e dicembre e ben 318 milioni le spedizioni dell’e-commerce che si riferiscono al 2019. Amazon, E-Bay, Yoox, ma anche siti di prenotazioni on line come Booking, Expedia, Trenitalia e Alitalia hanno registrato un picco di ordini e ciò conferma un settore in crescita del 20% rispetto al Natale precedente.

Amazon è il colosso che più di altri ha fatto la parte del leone e che ha profondamente cambiato le regole del gioco travolgendo un settore dietro l’altro, obbligando molti commercianti a fare i conti con una realtà che da soli non possono contrastare, ma possono sfruttare a loro vantaggio. Come ha fatto Mauro Ardissone, titolare del noto negozio Marchia e della libreria Mondadori di corso Alfieri, che ha deciso, 7 mesi fa, di “sfruttare” Amazon anziché tentare, inutilmente, di fargli la guerra. Come? Installando nel suo negozio un “Amazon locker”, una rastrelliera automatica dove gli ordini su Amazon vengono consegnati nei tempi prestabiliti (con il servizio Prime in 24/48 ore) lasciando che il cliente li ritiri entro tre giorni dall’avviso di giacenza.

«Realtà contro cui non possiamo combattere»

Nessuna novità, se si pensa che molti supermercati hanno iniziato ad usare i “locker” da tempo, anche ad Asti. Locker che si trovano anche nei distributori di benzina e in altre realtà commerciali. Nella nostra città tra Hub locker e Punto poste se ne contano già una ventina. Marchia, però, è tra i primi negozi di prossimità ad aver deciso di mettersi “il nemico” in casa. A spiegare il motivo di questa scelta è lo stesso Ardissone: «Il commercio via web è una realtà enorme contro cui non possiamo combattere, ma con cui dobbiamo convivere. Questo non vuol dire subire passivamente perché possiamo sfruttarlo a nostro vantaggio». Ardissone, già presidente di Confesercenti Asti, ricorda come la grande distribuzione «sia in affanno a causa dell’e-commerce e che, per essere competitiva, ha iniziato a dare servizi aggiuntivi come portare la spesa a casa».

Bisogna pensare a come sfruttarlo

Ma Amazon come può essere un alleato di un commerciante locale che, tra le altre merci, vende anche prodotti disponibili sulla piattaforma del colosso fondato da Jeff Bezos?

«E’ molto semplice – continua Ardissone – Amazon ci serve per portare più gente nel negozio anche perché se vogliamo vendere non possiamo farlo quando le persone restano fuori. Abbiamo da imparare da Amazon per l’efficacia del suo sistema, ma la piattaforma non può dare, invece, il rapporto umano che è ancora molto importante nel commercio tradizionale. Noi possiamo e dobbiamo stimolare le emozioni dei clienti e dobbiamo essere bravi a farlo».

Con il locker 30 persone al giorno entrano nel negozio

Ardissone ricorda che da quando ha fatto installare, senza alcun costo, l’Amazon locker ha guadagnato in media trenta persone in più che ogni giorno si recano nel suo negozio per ritirare un ordine fatto sul web. «Persone che forse non verrebbero e che, grazie ad Amazon, entrano e potenzialmente possono acquistare la nostra merce». Un acquisto d’impulso, non preventivato, ma che crea fatturato e diventa un introito importante per il commerciante locale. «Prendiamo il caso dei libri: – spiega Ardissone – è vero che anche su Amazon si comprano, ma esiste ed esisterà sempre una percentuale di consumatori che vuole provare la sensazione tattile del libro, il consiglio del librario, l’immediatezza dell’acquisto magari entrando in libreria senza aver preventivato di comperare qualcosa. Noi dobbiamo rivolgerci a loro non fare solo la guerra sul prezzo perché Amazon vincerebbe”. In tutta questa filiera i parcheggi non hanno alcun peso perché chi si fa consegnare il pacco al locker di Marchia non sembra aver problemi a raggiungere il negozio con o senza parcheggi nei pressi. «Io non ho mai avuto qualcuno che si sia lamentato della mancanza di parcheggi – ricorda il titolare di Marchia – perché se hai un motivo per andare dal negoziante, ci vai e basta. I miei clienti vengono qui perché trovano oggetti curiosi e che non trovano facilmente altrove». Come dire che non è il parcheggio davanti alla vetrina a cambiare le sorti di un negozio, ma ciò che offre, il rapporto con il cliente, la cortesia e la capacità di promuoversi anche utilizzando i nuovi sistemi di comunicazione.

«Per questo sono da sempre favorevole all’estensione della ZTL e delle isole pedonali anche perché se le persone camminano vedono le vetrine, cosa che in auto non possono fare – conclude Ardissone – E ovviamente sono d’accordo a chiudere al traffico piazza Roma purché l’area venga valorizzata mettendoci qualcosa e non resti una spianata d’asfalto vuota».

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