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Attualità
Consiglio comunale

«Prepariamo migliaia di emendamenti per non svendere l’Asp ai privati»

Dopo la recente pubblicazione del “Libro bianco” continua la querelle tra Uniti si può e l’amministrazione

Il futuro dell’Asp continua a tenere banco nella politica astigiana e, ancora una volta, è il gruppo consiliare di Uniti si può a tornare alla carica replicando alle dichiarazioni dell’assessore comunale Renato Berzano (Partecipate). Dichiarazioni rilasciate la diffusione del “Libro bianco” sulla storia della privatizzazione della multiutility. I consiglieri comunali Mauro Bosia e Michele Anselmo avevano diffuso, due settimane fa, una pubblicazione che racconta le varie e annose vicende sorte tra il socio pubblico, il Comune, e il socio privato, NOS, di Asp.

Un volume nel quale Uniti si può non lesina accuse dirette all’amministrazione Rasero per aver concesso troppo ai privati spogliandosi, in qualche modo, della governance dell’azienda. Berzano aveva replicato contestando le ricostruzioni dell’opposizione, rimandando le accuse indietro e definendo il “Libro bianco” «un fantasy».

«È vero – ribattono Bosia e Anselmo – ci siamo fortemente ispirati a un romanzo fantasy: La storia infinita di Ende. Già solo il titolo descrive bene questi cinque anni fatti di dichiarazioni ridondanti, smentite, retromarce, contrordini, annunci, documenti pronti, ma tenuti nei cassetti, incontri segreti, litigi con il socio privato, tavoli tecnici non verbalizzati, patti secretati […] Ancora più lampante – continuano i consiglieri – è la metafora del “Nulla” che minaccia Fàntasia e che viene naturale accostare alle forze che da anni spingono per una privatizzazione, più o meno formale, dell’azienda». Uniti si può contesta le parole di Berzano sull’arrivo delle autority che sostituiranno il Comune nell’affidamento dei servizi oggi gestiti da Asp.

«In buona sostanza – continuano Bosia e Anselmo – sta dicendo che Asp non ha un futuro perché dal 2028 sarà tutto in discussione. Allora abbiamo ragione noi quando diciamo che questi nuovi accordi tutelano solo la situazione patrimoniale del socio privato nella prospettiva che tutto venga messo a gara con bandi separati. Alla faccia di quando Rasero escludeva categoricamente l’ipotesi spezzatino».

Anche sulla scadenza al 2028 degli affidamenti in Asp, Uniti si può ha molto da ridire: «In tutti gli atti precedenti è sempre stato chiaro che a cessare sarebbe stato solo il socio NOS, senza mai mettere in dubbio la continuità degli affidamenti ad Asp. La Giunta deve prendersi le sue responsabilità: si è accordata col privato per far cessare col socio anche Asp, privandola di tutti i suoi servizi. Infatti il Piano industriale non getta le basi per un futuro dell’azienda dopo il 2028».

Bosia e Anselmo annunciano di essere al lavoro per predisporre «migliaia di emendamenti perché l’Asp non si deve svendere ai privati».

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