Mariangela Cotto: «Pronta ad aiutarema con un commissario autorevole»
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Processo Rimborsopoli bis: dopo la condanna Mariangela Cotto si dimetterà domani

Ha deciso di lasciare l’incarico per continuare la difesa in appello: «Le sentenze si applicano, non si discutono»

È stata emessa oggi la sentenza nel processo Rimborsopoli bis che ha visto imputati alcuni ex consiglieri regionali, tra cui gli astigiani Luca Robotti e Mariangela Cotto.

Quest’ultima, assessore alle Politiche Sociali e Sanità della Giunta Rasero, è stata condannata, in primo grado, a 2 anni con la sospensione della pena, meno di quanto richiesto dal pm. Per Robotti la condanna è stata di 2 anni e 6 mesi (vedi altro articolo qui).

Ma la sentenza pronunciata oggi dai giudici avrà una ripercussione politica sull’amministrazione comunale di Asti dal momento che l’assessore Cotto ha annunciato di voler presentare le proprie dimissioni dalla Giunta già domani mattina.

«Le sentenze si applicano e non si discutono – commenta Cotto – e dopo le dimissioni, che rassegnerò domani al sindaco Rasero, potrò dedicarmi all’appello per dimostrare che, quando necessario, ho chiesto rimborsi osservando le regole in vigore fino al 2012. All’inizio del processo mi avevano contestato 30.000 euro di rimborsi non giustificati (i fatti si riferiscono agli anni tra il 2006 e il 2010 ndr). Rimborsi da giustificare che poi si sono ridotti a 7.644 euro perché il resto è stato rendicontato. Domani mi dimetterò, ma continuerò a sostenere la campagna elettorale di Rasero dando sostegno alla lista A.S.T.I».

Le dimissioni dell’assessore Cotto eviteranno la sua possibile sospensione dall’incarico a seguito dell’applicazione della Legge Severino. Una richiesta che, nel caso non presentasse le dimissioni, dovrebbe essere presentata dal Prefetto.

Per l’assessore Cotto finisce con tre mesi di anticipo la sua esperienza come assessore nella Giunta Rasero anche se, alla luce della sentenza di Rimborsopoli, è lei stessa a fare una precisazione: «Un anno prima che arrivasse l’avviso di garanzia per questo processo avevo già deciso di non percepire alcun tipo di indennità per il mio ruolo da assessore comunale. Dal 2017 ad oggi ho rinunciato ad oltre 100.000 euro per destinare quei soldi alla Banca del Dono. Questa è la dimostrazione che non ho mai pensato di arricchirmi facendo politica o usando i soldi dei rimborsi».

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