Lanfranco in videoconferenza
Attualità
Prevenzione e legalità

Provincia di Asti: istituito un osservatorio per prevenire le mafie

Obiettivo la promozione della cultura della legalità e della prevenzione della criminalità organizzata

La Provincia di Asti lancia un segnale forte, anzi, fortissimo: l’Astigiano non sarà mai terra di mafie. Un concetto più volte ribadito dal suo presidente, Paolo Lanfranco (foto), il quale ha definito senza mezzi termini la presenza delle criminalità organizzata “un cancro mortale”, e che ora prende forma concreta.

Il Consiglio Provinciale di Asti ha istituito, infatti, con le delibere n. 5 del 26 gennaio 2022 e n. 7 del 4 marzo 2022, l’Osservatorio per la promozione della cultura della legalità e della prevenzione della criminalità organizzata e di stampo mafioso. L’esigenza di coordinare le forze in campo si è fatta ancora più urgente dopo la recente scoperta di un “locale” di ‘ndrangheta operante sul territorio astigiano e i relativi procedimenti giudiziari conclusi con numerose condanne per associazione di stampo mafioso.

È stato quindi ritenuto opportuno costituire un organismo con funzioni consultive, propositive, di collaborazione, centro studio, ricerca, documentazione, e iniziativa sociale a sostegno della legalità e prevenzione alle diverse forme di criminalità organizzata nei vari settori della vita economica e amministrativa di tutto il territorio provinciale.

L’Osservatorio si propone, fra l’altro, di organizzare corsi di formazione per amministratori, dipendenti dei Comuni, promuovere iniziative culturali e sociali, monitorare la situazione dei beni confiscati, raccogliere documentazione in tema di criminalità organizzata e di stampo mafioso, in sinergia con i Comuni, Regione Piemonte, Prefettura di Asti, Forze dell’ordine e Associazioni di categoria e volontariato.

Il tutto per corrispondere alla crescente domanda sociale di sicurezza dalla criminalità organizzata e mafiosa di tutti i componenti della società civile. La Prefettura di Asti e le Forze dell’Ordine, pur non facendo parte dell’Osservatorio, vengono costantemente aggiornate sulle attività svolte. All’Osservatorio, presieduto dal presidente della Provincia di Asti, sono invitati ad aderire i rappresentanti dei Comuni, della Camera di Commercio, delle Associazioni di categoria professionali, economiche e non, delle Associazioni sindacali nonché delle Associazioni di volontariato che hanno attività e finalità conformi con gli obiettivi del predetto organismo.

Lanfranco ha inoltre nominato, lo scorso 8 febbraio, i componenti del Comitato Scientifico, l’organo di indirizzo e di appoggio, preposto a supportare e coadiuvare, con funzioni consultive, conoscitive e propositive, l’attività dell’Osservatorio.  Si tratta, al momento, di quattro dei cinque membri previsti nell’atto istitutivo, tutti esperti nel campo della legalità e della prevenzione della criminalità organizzata e mafiosa:

  • Borgia Antonio, ufficiale in pensione della Guardia di Finanza, già Comandante Provinciale del Corpo di Asti;
  • Perduca Alberto, magistrato in pensione, già Procuratore Capo della Repubblica di Asti;
  • Ruggiero Gianluca, docente associato di Diritto Penale presso l’Università del Piemonte Orientale;
  • Sciarrone Rocco, docente ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso l’Università di Torino

Sul tema sono intervenuti il presidente Lanfranco e Francesca Ragusa, consigliere provinciale con deleghe alle Pari Opportunità e Politiche Sociali: “L’istituzione di un Osservatorio e un Comitato Scientifico sulla criminalità organizzata sono passaggi importanti per fornire un contributo nella conoscenza di un fenomeno così preoccupante. La presenza di personalità dalla specchiata professionalità ed esperienza rappresenta il più valido punto di inizio per affrontare il problema fin dalla sue radici, ossia, dal concetto di “cultura della legalità”, fondato sul rispetto delle norme che sono i pilastri della nostra democrazia”.

 

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo