Rinasce il vigneto sperimentaledell’istituto agrario “Penna”
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Rinasce il vigneto sperimentale
dell’istituto agrario “Penna”

Dopo un periodo di intenso lavoro preparatorio, giovedì diventerà pienamente operativo il progetto di collaborazione tra l'Agia Cia (l'associazione dei giovani imprenditori agricoli della

Dopo un periodo di intenso lavoro preparatorio, giovedì diventerà pienamente operativo il progetto di collaborazione tra l'Agia Cia (l'associazione dei giovani imprenditori agricoli della Confederazione italiana agricoltori) e l'Istituto Tecnico Agrario "Giovanni Penna" di Asti per la ricostruzione del vigneto didattico che occupa un ampio spazio davanti all'edificio di località Fontanino. Nelle prime ore della mattinata, alla presenza degli studenti delle classi quarte e quinte, tecnici e agricoltori, si provvederà alla preparazione delle barbatelle di Nascetta, Freisa, Barbera e Arneis, effettuando su di esse un trattamento innovativo per la difesa della pianta. Successivamente si provvederà, sul terreno preparato in questi ultimi giorni, all'impianto a macchina del vigneto.

Nello stesso tempo saranno eseguite, nei vigneti esistenti a nord dell'edificio scolastico, prove in campo di alcune macchine agricole di ultima generazione particolarmente adatte ad effettuare lavori in vigna. Alle 11,30, nell'aula Magna dell'Istituto, il Progetto Scuola sarà presentato, alle autorità, ai giornalisti ed agli studenti, dal Presidente della Cia di Asti, Alessandro Durando, dal presidente di Agia Asti, Angelo Cortese e dal dirigente dell'Istituto Agrario, prof. Renato Parisio.

A conclusione della mattinata il vigneto sarà ufficialmente "riconsegnato" all'Istituto Agrario che, in collaborazione con i tecnici Cia ed i giovani viticoltori dell'Agia, sarà condotto nei prossimi mesi dagli operatori dell'azienda agricola annessa all'Istituto e dagli studenti delle ultime due classi che avranno così a disposizione, sul campo, di uno strumento didattico insostituibile per la corretta conoscenza della coltivazione della vite e per una specifica "educazione" all'uso di tecniche di difesa innovative e assolutamente rispettose della salute degli agricoltori e dell'ambiente.

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