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Attualità

Rocca d’Arazzo: prima di rifare la piazza del Municipio, si guarda cosa c’è sotto

Giornata di rilevazioni con il georadar per mappare “crutin”, cantinoni e cunicoli sotterranei

In vista della nuova pavimentazione

Dopo la voragine che si è aperta due anni fa sulla piazza del Municipio (piazza Marconi) e tenendo conto della memoria tramandata dai residenti più anziani, prima di iniziare i lavori per la nuova pavimentazione il sindaco di Rocca d’Arazzo, Marco Maggiora ha pensato di incaricare una ditta di rilevazioni geologiche per mappare esattamente i “vuoti” e i “pieni” su cui la piazza più rappresentativa del paese può contare.

Griglia immaginaria percorsa in ogni sua parte

Così questa mattina Stefania Fornelli Genot e Daniele Negri della Techgea hanno perlustrato ogni centimetro di piazza del Municipio, tracciando una immaginaria griglia che è stata percorsa in lungo e in largo (nel vero senso della parola per incrociare tutti i dati) da un georadar in grado di fare la “radiografia” al sottosuolo fino ad una profondità di 2,5-3 metri.

Traduce il ritorno dei segnali che invia in immagini che gli specialisti analizzano e, a loro volta, traducono nella mappa di ciò che si trova sotto quella che oggi è una grande area asfaltata adibita a parcheggio.

E’ uno dei passaggi preliminari al progetto di rifacimento di tutta la pavimentazione antistante il Municipio che fu la residenza dei Conti Cacherano della Rocca e che affianca lo  splendido belvedere su Asti e la valle in cui scorre il Tanaro.

Gruppo al lavoro oggi: in primo piano la geologa Fornelli Genot e il tecnico Daniele Negri. Dietro, da sinistra, Vanni Cornero, Marina Cappellino e Marco Maggiora (foto Billi)

Via l’asfalto: sarà sostituito da acciottolato e pietra di Luserna

Progetto affidato all’architetto Marina Cappellino che prevede una pavimentazione in ciottolato levigato e lavorato con passaggi e attraversamenti in pietra di Luserna e l’abbassamento del cordolo che oggi delimita la parte asfaltata da quella in terra sulla quale sorge una fila di platani.

«Per evitare di fare un lavoro di forte riqualificazione su un suolo che rischia di franare – ha detto il sindaco Maggiora – preferiamo avere anche questi dati geologici che consentiranno di individuare esattamente eventuali vuoti e adattare il progetto di conseguenza, con rinforzi e limiti».

Una delle immagini del georadar che ha rilevato “un’anomalia” del sottosuolo (foto Billi)

Un tempo vi era un terrapieno al posto della piazza

Dell’esistenza di “crutin” e cunicoli sotto la piazza parla la storia locale tramadata oralmente e una buca che si è aperta qualche anno fa a seguito di copiose piogge lo dimostra. «Secondo i miei studi e le mie osservazioni – spiega l’architetto Cappellino – un tempo al posto della piazza vi era un terrapieno che copriva integralmente il piano dei cantinoni che attualmente invece si affacciano sulla piazza e sono stati recentemente adibiti a locale per la ristorazione. Considerati gli sbancamenti e i cambiamenti nei secoli è importante avere ben chiara la visione di quello che c’è sotto ai nostri piedi prima di intervenire».

E durante l’indagine con il georadar Ids Himod di conferme alla presenza di vuoti ne sono arrivate, anche se la dottoressa Fornelli Genot non si è espressa perchè attende di elaborare tutti i dati restituiti dalla “radiografia” prima di pronunciarsi.

Poco prima di iniziare il lavoro sulla piazza del Municipio, la squadra con il georadar era andata alla ricerca di tracce di un antico insediamento romano in Valdorata, sempre a Rocca.

 

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