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S. Stefano Belbo: l’app di social reading Betwyll presentata a tutta Italia su Sky

Il suo ceo Pierluigi Vaccaneo, anche direttore della Fondazione Cesare Pavese, ha partecipato alla trasmissione B Heroes

Pierluigi Vaccaneo è ceo di Betwyll

Un palcoscenico straordinario che ha consentito a tutta Italia di conoscere la straordinaria e moderna idea che sta dietro a Betwyll, app di social reading che vede fra i suoi cofondatori Pierluigi Vaccaneo di Santo Stefano Belbo, direttore della Fondazione Cesare Pavese. E, aggiungiamo con non celato orgoglio, a lungo corrispondente de La Nuova Provincia.

Tutta l’Italia che segue le start up presentate nella trasmissione B-Heroes, in onda su Sky, ha potuto toccare con mano il grande ed ambizioso progetto che sta dietro all’app: quello di avvicinare le nuove generazioni al piacere della lettura mettendo insieme la potenza della letteratura di ogni tempo con le nuove tecnologie social.

Pierluigi Vaccaneo, ceo di Betwyll

Tutto iniziò con la “twitteratura”

Un progetto che arriva dallo sviluppo di un’altra idea geniale, quella della “twitteratura” del 2012, che aveva coinvolto ed entusiasmato centinaia di lettori di Pavese chiamati a fare i loro commenti e le loro riflessioni sui brani scelti contenuti in 140 caratteri.

E’ stato lo stesso Pierluigi Vaccaneo, ceo di Betwyll a spiegare ad inizio trasmissione questa genesi dell’app che si è sottoposta al giudizio di una giuria di investitori ed esperti per passare ad un secondo step per ottenere il finanziamento per il suo sviluppo.

Rivolta soprattutto a studenti e insegnanti

«Attualmente Betwyll lavora prevalentemente con studenti e insegnanti per avvicinare i ragazzi ai libri di testo in una forma molto più vicina all’indole social delle nuove generazioni – spiega Vaccaneo – L’idea di base è quella di coniugare scienza e umanesimo in un intreccio che dà anche il nome all’app che si può tradurre come “essere intreccio, dialogo, trama”».

Vaccaneo per le vie di Santo Stefano Belbo nel video di presentazione

Discussioni sui social dei brani di letteratura

Grazie all’app, tutti coloro che si approcciano ad un testo creano community e si aprono a  commenti, riflessioni, discussioni, confronti, critiche. Con un uso molto insolito e innovativo dello strumento social che, grazie a questa app, rivela una incredibile utilità nello studio facendosi un po’ perdonare le diffuse e a tratti ingenerose critiche di strumento di distrazione e alienazione del pensiero critico.

La giuria di investitori

Tutto questo ha spiegato Vaccaneo ad un parterre di tutto rispetto: l’ingengere imprenditore Fabio Cannavale, la manager presidente di She Tech Lisa Di Sevo, l’investitore francese Laurent Foata, il direttore di Zanichelli Venture Enrico Poli con un intervento di Anna Roscio per la Compagnia San Paolo, fra i main partner di B-Heroes.

Sfidata dalla scuola degli influencer

Betwyll si è giocata la sfida con Wid Academy di Milano, una “scuola” che insegna la potenzialità dei social attraverso le esperienze dei più grandi influencer del mondo che hanno fatto della comunicazione digitale il loro mestiere.

Il ceo di Betwyll “interrogato” dalla giuria di investitori (foto Guru)

Promessi Sposi contro Ferragni

Insomma, Promessi Sposi contro la Ferragni.

E ha vinto la Ferragni.

L’app Betwyll pur molto apprezzata dalla giuria di investitori, non è stata scelta perché carente di “revenue model”, ovvero di possibilità di ritorno in termini di ricavi per chi investe nel progetto, visto che è prevalentemente rivolta alle scuole le quali, tradizionalmente, hanno scarsi fondi a disposizione.

Ma non importa, Vaccaneo e i suoi soci hanno portato in tv la loro passione per la letteratura, la loro venerazione per Cesare Pavese, un pezzo di Langhe e un’idea in grado di rivoluzionare lo studio della letteratura a scuola.

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