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Screening antiCovid nelle scuole: oltre 1100 adesioni

E' il numero di insegnanti e personale ATA che si sottoporrà a tampone ogni 15 giorni per verificare la negatività al Covid

Il progetto “Scuola sicura”, messo a punto dalla Regione Piemonte per monitorare l’andamento dell’epidemia negli ambienti scolastici e contenerla il più possibile, sta dando buoni risultati. La Regione fa sapere che già 1100 insegnanti, e con loro personale non docente, hanno aderito al progetto volto a garantire più sicurezza nelle classi dopo la ripresa della scuola. Tra insegnati e personale ATA in molti hanno deciso di effettuare volontariamente il tampone, antigenico o molecolare, con una cadenza di quindici giorni per avere uno screening aggiornato sullo stato di salute.

Il tampone viene eseguito attraverso una semplice prenotazione tramite il medico di famiglia: degli oltre 1140 tamponi prenotati, 970 sono stati già eseguiti e l’8,6% è risultato positivo.

Intanto, proprio questa settimana, inizierà la seconda parte dell’iniziativa che riguarda il monitoraggio, su base volontaria, degli studenti delle seconde e terze medie.

Ieri, lunedì 11 gennaio, era in programma un incontro tra l’Ufficio scolastico regionale e i dirigenti degli istituti per fare il punto sulle adesioni e la risposta data dalle famiglie.

«Con il supporto del referente Covid di ogni scuola, – fanno sapere dagli uffici regionali – verrà effettuato uno screening modulare che coinvolgerà una volta al mese tutti gli studenti che aderiranno: ogni settimana verrà testato un quarto di ogni classe con tamponi, rapidi o molecolari, e per sottoporsi al test i ragazzi dovranno essere accompagnati dai genitori in uno dei settanta hotspot presenti in tutto il Piemonte».

Un investimento da sette milioni di euro

Si tratta di un piano unico nel suo genere in Italia su cui la Regione Piemonte ha investito sette milioni di euro e che, come spiega il presidente Alberto Cirio, «ha solide basi scientifiche, perché predisposto dai nostri epidemiologi ed esperti con il via libera anche del mondo medico».

«Siamo felici della buona risposta che il progetto sta avendo dal personale scolastico e confidiamo molto nella partecipazione anche delle famiglie – commenta l’assessore regionale all’istruzione, Elena Chiorino – Il Piemonte sta compiendo un grande sforzo su questa sperimentazione, ma prevenire e monitorare è fondamentale per riuscire a garantire in sicurezza la continuità didattica. Nei prossimi giorni, inoltre, cominceremo ad approfondire anche le proposte arrivate dai diversi territori per sviluppare progetti personalizzati a livello provinciale».

«Un’iniziativa importante perché consente di monitorare una delle fasce di età più sensibili nel percorso di crescita e di averne un quadro approfondito dal punto di vista epidemiologico – aggiunge Domenico Careddu, segretario della Fimp Piemonte, la Federazione italiana dei medici pediatri – A 12-13 anni si è già in piena adolescenza, un periodo in cui aumenta la dimensione della socialità, ma allo stesso tempo anche la necessità di autonomia per i ragazzi. È pertanto fondamentale aiutarli a capire l’importanza delle misure di sicurezza, come l’uso della mascherina e il distanziamento, ma anche sensibilizzarli su progetti di prevenzione come questo. Si tratta di un piano che ci vede attivamente coinvolti, attraverso la promozione di una adeguata comunicazione alle famiglie, grazie al rapporto di fiducia che, come pediatri di libera scelta, abbiamo costruito nel tempo con i genitori ed i loro figli. Quando necessario, sapremo anche offrire un contributo concreto, che abbiamo garantito da inizio pandemia e continuiamo a garantire quotidianamente, per la gestione dei casi individuati allo screening e del supporto alle famiglie, nell’ottica di favorire il contenimento dei contagi in piena collaborazione con i Sisp ed i colleghi medici di famiglia».

Riccardo Santagati