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“Se non posso applicare appieno la metodologia Bimbisvegli preferisco non insegnare”

Il maestro Giampiero Monaca ha scelto di chiedere un periodo di aspettativa dalla primaria Donna di Serravalle

Oggi sarà l’ultimo giorno di lavoro del maestro Giampiero Monaca. Insegnante alla scuola primaria “Donna” di Serravalle, è conosciuto per essere l’anima della metodologia didattica Bimbisvegli, che ha cominciato ad applicare quando era in servizio alla “Rio Crosio”, dove è rimasto fino all’anno scolastico 2016/2017, e che quest’estate è stata al centro di polemiche tra le famiglie degli alunni che la seguono e la dirigenza del V Circolo Didattico.
Monaca ha infatti deciso di chiedere aspettativa a partire dalla prossima settimana fino alla fine dell’anno scolastico da poco iniziato.
«Non potevo fare diversamente – afferma – in quanto non mi ritrovo nella tipologia di insegnamento che dovrò seguire a partire da quest’anno. L’ho dovuto fare per salvaguardare la mia salute, perché sono veramente convinto della metodologia che ho sempre applicato e doverlo fare solo in parte, in modo edulcorato, non mi convince. Per dare un segnale, però, ho scelto di inviare la richiesta in una modalità insolita, inviandola in primis al Ministero dell’Istruzione e alla Commissione istruzione della Camera dei Deputati».

Le ragioni

Il riferimento è alle scelte del collegio docenti del V Circolo negli ultimi anni. «Siamo arrivati al punto – afferma – che, per ragioni secondo me più di forma che di sostanza, la metodologia didattica è stata snaturata. Faccio alcuni esempi. Il primo pilastro su cui si poggia è la didattica esperienziale integrata all’aperto, nel bosco vicino alla scuola. Ebbene, dall’anno scorso ci è stato impedito, per ragioni di sicurezza, di portare i bambini oltre 400 metri dalla scuola.
Il secondo è il rapporto con i migranti ospitati a Serravalle presso la comunità gestita da Agathon, con cui avevamo fatto una convenzione. I migranti avevano la funzione di coadiutori, in quanto facevano da affiancamento didattico (inglese, teatro) per dare il proprio contributo e smitizzare il fatto che rappresentano solo forza lavoro. Anche in questo caso non ci è stato più concesso dall’avvento del Covid, ma ancor prima era stato inserito il requisito del diploma di maturità nel bando del Servizio civile, con cui si possono chiamare collaboratori esterni alla scuola. Requisito che elimina la possibilità di contare sui migranti.
E ancora, è stata bocciata l’idea di adottare libri di testo differenziati all’interno di una classe a partire dalla terza (storia, geografia…), utile ad abituare i bambini al pensiero critico e alla ricerca di dati e contenuti».
«Insomma – conclude – sono entrato a scuola per una scelta politica di impegno sociale. Ora mi prendo una pausa per lo stesso motivo. Se non posso dare il mio meglio non mi va di dare il mio peggio ai bambini delle famiglie che hanno creduto in me e nei miei colleghi: basti pensare che gli alunni iscritti nel 2017 erano 21. Allo scorso 2 settembre erano 63».
Monaca, comunque, non abbandonerà Serravalle nei prossimi mesi. “Innanzitutto – annuncia – lascio il testimone della metodologia didattica alle colleghe che vorranno proseguire. Io, appena potrò, mi occuperò, gratuitamente come volontario, di proseguire la metodologia nei pomeriggi liberi dai rientri pomeridiani negli spazi dell’associazione Bimbisvegli e in quelli che la comunità di Serravalle ci ha concesso in questi anni, sempre in collaborazione con Agathon».

La metodologia

Come accennato, Bimbisvegli era stata al centro, nei mesi scorsi, di una mobilitazione in sua difesa da parte del maestro Monaca e di numerose famiglie, che la consideravano appunto «messa in discussione» dalla dirigenza del V circolo didattico. Arrivando anche a chiedere al Ministero dell’Istruzione di valutare se potesse «essere inserita tra le tante realtà di sperimentazione e di valorizzazione delle avanguardie educative e pedagogiche della scuola italiana».
L’ispezione è stata eseguita lo scorso luglio dall’Ufficio scolastico regionale, stabilendo che Bimbisvegli è una «strategia didattica attiva e motivante che sollecita i percorsi di apprendimento anche in setting informali e in attività di outdoor, non in contrasto con l’ordinamento vigente».
E mentre Monaca aveva commentato la notizia con un discreto ottimismo, sottolineando che «Bimbisvegli è scuola», la dirigente aveva posto l’accento sul fatto che «non è un progetto validato dal Ministero, ma una metodologia, una modalità didattica del maestro Monaca. Quindi non è un progetto di circolo né di istituto, ma un modo di insegnare che il maestro può comunque continuare ad applicare nelle sue classi».

La polemica sugli orari

Altra questione sollevata recentemente da alcune famiglie della scuola, i rientri pomeridiani del nuovo anno scolastico. «Lo scorso 2 settembre – affermano – è uscito un comunicato sul sito del circolo con i nuovi orari delle classi di Serravalle. La classe prima e la pluriclasse seconda – quarta faranno due rientri pomeridiani, il martedì e il giovedì, con uscita alle 16. Le classi terza e quinta faranno tre rientri – lunedì, martedì e giovedì – sempre con uscita alle 16. Ma in una scuola piccola come quella di Serravalle è normale che ci siano due moduli orari diversi? Con quale criterio alcune classi fanno 30 ore e le altre 27? Tutto ciò crea difficoltà alle famiglie che hanno figli in diverse classi, dal momento che fino all’anno scorso i rientri erano distribuiti su tre giorni per tutte le classi. Tra l’altro la pluriclasse – purtroppo già penalizzata perché segue il doppio programma con lo stesso numero di ore – risulta ulteriormente indebolita».
«Ulteriori problemi logistici – concludono – riguardano il doposcuola, su cui non c’è certezza di attivazione. Le iscrizioni sono state chiuse il 31 agosto, tre giorni prima di comunicare gli orari dei rientri. Come possiamo organizzarci per tempo? Perché non vengono ascoltate le nostre richieste? Andiamo oltre, con un approccio costruttivo e dialogante, per far sì che i nostri bambini possano vivere al meglio l’esperienza scolastica».

La replica della dirigente

Alle famiglie replica la dirigente del V Circolo, Graziella Ventimiglia. «L’orario ufficiale della scuola – precisa – è di 27 ore settimanali. In passato, siccome la classe che seguiva la metodologia Bimbisvegli era stata trasferita dalla Rio Crosio, dove era a tempo pieno, a Serravalle, la precedente dirigenza era andata incontro alle richieste dei genitori concedendo tre rientri pomeridiani, estesi poi alle altre classi, attivati fino allo scorso anno scolastico compreso. Va sottolineato, a questo proposito, che l’anno scorso era presente una pluriclasse (prima-terza – quinta) accanto alle classi seconda e quarta, per un totale di tre gruppi classe. Quest’anno, invece, i gruppi classe sono quattro. A parità di corpo docente, quindi, ho dovuto ridurre il tempo scuola. Ho scelto allora di definire in 29 ore settimanali (3 in meno delle classi terza e quinta) l’orario della prima e della seconda, che hanno ben specificato nella domanda di iscrizione il tempo scuola di 27 ore. E della quarta, nella cui iscrizione era specificato che il tempo scuola era di 30 ore settimanali, ma subordinato alla presenza di organico, servizi e strutture».
La dirigente fa poi riferimento al doposcuola. «Le iscrizioni si possono riaprire – conclude – in modo da completare, per la classi in cui manca, un servizio a pagamento per un pomeriggio a settimana, a fronte di un numero minimo di iscrizioni».
Per quanto riguarda la scelta del maestro Monaca, invece, la dirigente Ventimiglia si limita a replicare «di non aver ricevuto, ad oggi, alcuna richiesta ufficiale di aspettativa».

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