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Un questionario per “fotografare” il post pandemia nelle aziende

Iniziativa del comune di Canelli per studiare agevolazioni che sostengano le produzioni legate soprattutto al comparto enomeccanico

Crisi, riorganizzazione, Smart working


Un’indagine per conoscere la situazione delle imprese che hanno subito l’effetto del lungo lockdown causa emergenza coronavirus, le ricadute su produzione, risultati economici, occupazione. E, ancora, l’utilizzo dello smart working, l’eventuale impiego della cassa integrazione e le pevisioni sul futuro. Sono queste, in sintesi, le domande contenute nel questionario che, in questi giorni, il Comune ha inviato a tutte le aziende canellesi. Un comparto che, dall’enologia all’enomeccanica sino all’industria del packaging passando per un indotto che genera servizi e prestazioni alle imprese, occupa più di 2 mila addetti con oltre 200 attività. Tutte, chi più chi meno, in difficoltà a causa del rallentamento imposto da Covid-19.

Il sindaco ha scritto ad ogni azienda

Il sindaco Paolo Lanzavecchia, con l’assessore alle attività produttive Paolo Gandolfo e il collega con delega al commercio Giovanni Bocchino, hanno scritto ad ognuna di loro «per fotografare da vicino le difficoltà che esse hanno incontrato a seguito dell’emergenza coronavirus». Obiettivo del questionario, spiegano, «le problematiche già rilevate e quelle che gli imprenditori prevedono di dover fronteggiare nei prossimi tempi».

 

L’idea di agevolare con sconti ed esenzioni delle tasse comunali

Non uno studio fine a se stesso «ma, benchè consapevoli che la portata della crisi impone la necessità di mettere in campo risorse incompatibili con le possibilità di un Comune delle dimensioni di Canelli – dice il vicesindaco Gandolfo –, siamo determinati a attuare tutte le possibili forme di agevolazione compatibilmente con le nostre risorse». L’amministrazione di palazzo Anfossi ha già rinviato il pagamento di Tari e Tosap mentre ci sono allo studio modalità di ampliamento dei dehors senza ulteriori balzelli.

Questionario anonimo

Indagine coperta da anonimato, «con la sicurezza che ogni informazione serve esclusivamente a fini statistici e analitici» conferma l’assessore. Fra le domande rivolte agli imprenditori il numero del personale impiegato, il settore operativo dell’impresa sino al proseguimento del lavoro in seguito alle restrizioni. Seguono quesiti mirati a identificare gli effetti diretti del coronavirus sull’azienda e previsioni su risultati economici, seventuali ricadute negative e le azioni che gli imprenditori hannomesso in atto o contano di adottare per fronteggiare le difficoltà.

Un capitolo riguarda il lavoro da remoto e l’impiego di strumenti utili allo smart-working. Infine si chiede una previsione, nel caso la situazione dovesse peggiorare, sul fatto di ricorrere a possibili ammortizzatori sociali a favore dei dipendenti.

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