Arrivati a Montiglio i 50 profughidestinati all’Astigiano
Cronaca

Arrivati a Montiglio i 50 profughi
destinati all’Astigiano

Sono arrivati un’ora fa a Montiglio Monferrato i 50 richiedenti asilo assegnati all'Astigiano e sbarcati a La Spezia nel pomeriggio dopo un viaggio-Odissea di quattro giorni senza cibo. I migranti, tutti giovani eritrei, di cui cinque sono donne, sono partiti sabato sera dalla Libia e soccorsi in mare da una nave italiana. Ad accoglierli a Montiglio la cena preparata dall'Associazione Koala e servita dai volontari della Croce Rossa…

Sono arrivati un’ora fa a Montiglio Monferrato i 50 richiedenti asilo assegnati all'Astigiano e sbarcati a La Spezia nel pomeriggio dopo un viaggio-Odissea di quattro giorni senza cibo. I migranti, tutti giovani eritrei, di cui cinque sono donne, sono partiti sabato sera dalla Libia e soccorsi in mare da una nave italiana.

Ad accoglierli a Montiglio la cena preparata dall'Associazione Koala e servita dai volontari della Croce Rossa insieme agli operatori della Cooperativa Senape a "Villa Chiara" dove rimarranno 19 profughi in attesa di trovare sistemazione in una delle strutture già operative sul territorio. Con loro vivrà un ragazzo arrivato in Italia poco più di un anno fa e che ora collabora con diverse strutture come interprete. Gli altri 31 migranti saranno smistati in serata nei centri di accoglienza gestiti dalla Cooperativa Senape, Leone Rosso, Associazione Basso Monferrato Astigiano e L'Albero della Vita per quanto riguarda l'accoglienza delle donne.

«"Villa Chiara", di proprietà privata, purtroppo è sfruttabile solo in parte perché situata in un contesto franoso e bisognosa di interventi di consolidamento. È stata dichiarata semi-agibile a seguito di un sopralluogo da parte dei vigili del fuoco e per questo è utilizzata come struttura "di rimanenza". Qui i profughi sono destinati a fermarsi il meno possibile, in attesa di essere trasferiti in strutture già operative sul territorio» ha dichiarato il vice prefetto reggente Paolo Ponta presente all'arrivo dei migranti.

«Qui sono già passati sette gruppi di profughi piuttosto numerosi, ma per periodi molto limitati – ha aggiunto Mirella Ruo, presidente della Cooperativa Senape che si occupa della gestione della struttura – nei prossimi giorni sapremo quanti dei 19 profughi rimasti a "Villa Chiara" rimarranno e quanti saranno destinati altrove». Presente al momento dell'arrivo dei richiedenti asilo anche il comandante della stazione dei carabinieri di Montiglio Giovanni Di Bari. Non era presente invece il sindaco impegnato nell’organizzazione del coordinamento nazionale Anci.

«Ancora una volta dal ministero se ne sono fregati, violando i tavoli regionali che dovevano vedere coinvolti i Comuni e l’Anci nel programma di accoglienza profughi, costringendo le Prefetture, informate all’ultimo minuto, a fare quello che possono. Certo è che far precipitare grandi numeri di rifugiati da un giorno all’altro senza avvisare né le istituzioni né gli organi preposti alla sicurezza del territorio è un bel modo di cercare la nostra collaborazione – commenta il sindaco di Montiglio Dimitri Tasso, raggiunto telefonicamente questa mattina, subito dopo la notizia dei nuovi arrivi – Sono pienamente d’accordo sulla necessità di dare una mano e così anche la popolazione di Montiglio con cui mi sono confrontato, ma i numeri non possono essere questi. Non si possono addossare tutti gli arrivi a un Comune di 1600 abitanti come il nostro. Gli arrivi vanno distribuiti in modo più equilibrato e magari anche nel sud astigiano».

Qualche incertezza permane anche su “Villa Chiara”, la struttura scelta per ospitare i profughi. Si tratta in un ex albergo, adibito di recente a sede di una comunità, poi costretta a trasferirsi a seguito della dichiarazione di inagibilità. «Da quando la comunità ha lasciato la struttura, circa tre anni fa, perché dichiarata inagibile, il Comune non ha ricevuto notizie di avvio o completamento lavori da parte della proprietà e di certo nulla è stato fatto considerando che il tipo di intervento necessario prevede l’apertura di un cantiere che non sarebbe di certo passato inosservato».

Marzia Barosso

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