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Asti, anche un bambino di 5 anni vittima di stalking

Sul banco degli imputati il padre accusato di perseguitare la mamma. Tanti i casi in cui le aggressioni sono avvenute alla presenza del piccolo

Iniziato il processo

Si può essere vittima di stalking fin dalla tenera età. E’ tristemente cos per un bambino di appena 5 anni che, insieme alla madre, ha già subito le conseguenze del comportamento violento e persecutorio del padre, ora sotto processo con rito immediato in tribunale ad Asti.
Nei giorni scorsi si è tenuta la prima udienza innanzi al giudice Amerio a carico di un astigiano, L. C. di 31 anni, difeso dall’avvocato Preti, attualmente colpito da un divieto di avvicinamento all’ex compagna e al figlio.
Gravissime le accuse che gli vengono rivolte.
Tutto è iniziato nel 2016 quando la convivenza fra i due è terminata. Una decisione sempre osteggiata dall’imputato che, da quel momento, ha reso la vita della ex compagna un inferno.
L’escalation è partita con un “classico” dello stalking: bombardamento di telefonate e di messaggi, fino ad arrivare a 30 nell’arco di 40 minuti con sms dal tono molto minaccioso. Il cellulare ha una parte importante nel racconto della donna.
Non solo era diventato lo strumento di “tortura” dell’ex compagno, ma in un’occasione l’uomo ha cercato di strapparglielo di mano mentre lei si trovava sull’auto insieme al piccolo. Alla resistenza della donna, le ha storto un dito fino a che non è riuscito ad impossessarsene. E quando la donna si è diretta alla caserma dei carabinieri per denunciarlo, lui, con la sua auto, si è affiancato così vicino alla portiera in cui viaggiava il figlio sul seggiolino da impedire di farlo scendere costringendo così la donna a tornare indietro.
Poche settimane dopo ha di nuovo strappato di mano il cellulare alla donna mentre chiedeva aiuto ai carabinieri poi glielo ha lanciato addosso e quando, poco dopo, l’aveva di nuovo raggiunta all’ambulatorio del pediatra per portare il piccolo ad una visita, se ne è nuovamente impossessato per leggere messaggi e cancellare foto scattategli dalla donna per documentare i suoi comportamenti violenti. Un’altra volta in cui la donna non rispondeva ai suoi messaggi e alle sue telefonate si è recato nella casa dei nonni materni e ha tentato di introdursi in casa dando violente manate contro le vetrate della cucina, costringendo madre e figlio a rifugiarsi al piano di sopra dal quale è stato chiesto l’intervento dei carabinieri. La donna in aula, su domande del suo difensore di parte civile, l’avvocato Florio, ha anche raccontato della volta in cui lui l’aveva attirata in un incontro ed aveva estratto dalla tasca un proiettile mostrandoglielo e minacciando, a gesti, di conficcarglielo in testa. Gran parte delle aggressioni, verbali e fisiche, sono avvenute alla presenza del figlio piccolo.

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