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Cronaca
Processo

Asti, antiquario condannato per una grossa partita di argenti e orologi

Aveva accettato in conto visione oggetti per 30 mila euro ma è stato denunciato dal proprietario per appropriazione indebita

Tutta consumata all’interno del mondo dei mercatini dell’antiquariato e della vendita hobbystica di oggetti antichi la vicenda che è stata discussa in tribunale ad Asti.
Ad aver sporto denuncia un uomo residente a San Mauro Torinese che aveva affidato ad un piccolo antiquario di Grana una considerevole quantità di oggetti di alto pregio. Si trattava di scatole portasigari in argento, numerosi orologi e pendoli da tavolo, un barometro, un dipinto, altri pezzi di argento, una preziosissima e antica scatola da cucito completa di tutti gli accessori. Tutti oggetti antichi per un valore stimato intorno ai 30 mila euro. Li aveva affidati al rivenditore in “conto visione”, ovvero con il patto che lui li avrebbe presentati ai suoi clienti per la vendita. Ma, ha denunciato poi il proprietario degli oggetti, di soldi non ne vide né ritornò in possesso degli oggetti preziosi.
Di qui l’accusa di appropriazione indebita contestata al processo. Nell’udienza dei giorni scorsi l’imputato e la moglie hanno dato la loro versione dei fatti: «Era già un nostro cliente e ci chiese di vendergli quegli oggetti. Visto l’ingente valore gli dicemmo che non sarebbe stata immediata la vendita e che i nostri clienti avrebbero pagato a rate i corrispettivi. A lui subito è andato bene, poi la settimana dopo ha cominciato a chiedere soldi fino a quando ha fatto la denuncia contro di noi. Da quel momento si sono interrotti tutti i nostri rapporti».
I carabinieri di tutela beni artistici hanno recuperato quasi tutti gli oggetti, un po’ a casa dell’antiquario, un po’ presso i clienti cui aveva già venduto qualcosa. Il pm ha chiesto una condanna a 2 anni mentre il difensore, avvocato Vitello per lo studio Mirate, ha chiesto di ricondurre tutta la vicenda in un ambito civilistico e non penale, chiedendone l’assoluzione. Il giudice Dematteis ha condannato l’antiquario a 8 mesi e 800 euro di multa.

(foto di repertorio)

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