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Cronaca

Asti, beccato a mezzanotte in auto: «Sono andato a prendere in prestito gli attrezzi in palestra»

L’astinenza da palestra più forte dell’emergenza coronavirus. Nella sola giornata di ieri sono state 11 le persone denunciate dai carabinieri in tutta la provincia

Proseguono i controlli dei carabinieri

Continuano senza sosta i controlli su strada dei carabinieri della Compagnia di Asti per assicurare che tutti rispettino le prescrizioni imposte per il contenimento del contagio da Covid 19.

Dopo i primi tre denunciati di mercoledì, nella giornata di ieri altri “furbetti” sono incappati nella rete di controlli dei militari presente in tutta la provincia.

Fra le giustificazioni più strampalate quella di un giovane di Montiglio, di 23 anni, fermato poco prima di mezzanotte a Cunico. Alla pattuglia di carabinieri ha detto che si era recato in una palestra di Montechiaro per farsi prestare dal titolare gli attrezzi per poter continuare a fare gli esercizi fisici a casa vista la chiusura dell’attività.

Vandali per noia a Canelli

Intercettati dai carabinieri anche tre vandali canellesi (un maggiorenne e due minorenni) che, stufi di stare a casa e annoiati per le limitazioni imposte dal decreto, hanno pensato di usare il tempo per danneggiare i cassonetti della raccolta differenziata che si trovano nella centralissima via Alba di Canelli. Peccato che la pattuglia di carabinieri fosse in servizio e li abbia subito presi, identificati e denunciati.

Neppure il virus ferma l’abbandono di rifiuti

Non si fermano neppure gli inquinatori. Due pregiudicati astigiani, all’ora di pranzo di ieri, sono stati “pizzicati” dai Forestali mentre sversavano rifiuti dietro un capannone di Castelnuovo Calcea, in zona Opessina. In questo caso i carabinieri non si sono limitati a verbalizzare l’abbandono di rifiuti, ma hanno approfondito la loro presenza lì verificando che uno dei due risultava assente dal lavoro per malattia. Per questo sono stati multati per lo scarico di rifiuti per 600 euro e il “ malato” è stato segnalato all’Ufficio Inps per ulteriori e successivi accertamenti e sanzioni.

In tutto sono state 11 le persone fermate, controllate e denunciate perché non hanno saputo dare legittima giustificazione della loro presenza in strada.

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