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Asti, rito esoterico anche per vendere un alloggio

Rivelato nell'udienza di oggi in tribunale al processo per truffa

Processo alla Maga Maddy

«Si rivolgeva a me per tutto e per tutto mi chiedeva dei riti esoterici: per trovare l’amore, per tenerselo stretto, per far separare il suo amante dalla moglie, per avere salute per sè e per la sua famiglia, per avere fortuna al gioco e addirittura per vendere un alloggio che da troppo tempo era sul mercato. E ogni volta io lavoravo per lei, mi rifornivo delle candele, degli incensi e delle preghiere apposite e mettevo il mio dono a sua disposizione. Non capisco perchè poi sia venuta in aula a raccontare una storia diversa».
E’ la sintesi di una parte della lunga deposizione che Maga Maddy, al secolo Antonietta Manetta, 75 anni, ha fatto ieri mattina davanti al giudice Bertolino nel processo in cui risulta imputata di truffa.
Seduta accanto al suo avvocato, Chiara Pescarmona, la donna ha sempre seguito ogni udienza precedente, per ascoltare tutto quanto veniva raccontato soprattutto dalla sua ex cliente, una donna di Torino che si è costituita parte civile dopo aver sborsato decine di migliaia di euro per pagare tutti questi riti magici.

Lo studio esoterico condiviso con il negozio di alimentari

Dal 2009 al 2014 la torinese ha frequentato lo “studio” della Manetta. Un angolo di esoterismo che condivide con un più prosaico negozio di generi alimentari. Da una parte gli scaffali con biscotti, olio, pasta, tonno, pelati, e dietro una tenda il tavolo e i simboli per la lettura dei tarocchi. Con tanto, come ha tenuto a precisare la Manetta, di tariffario appeso al muro.
«Perchè io ho sempre fatto tutto alla luce del sole. Svolgo questa seconda attività per passione e perchè voglio aiutare le persone condividendo il mio dono. Faccio ricevute e ci pago le tasse sopra».
Nel dedalo di domande di difensore e avvocato di parte civile (Giulio Calosso) per districarsi sui tanti assegni consegnati dalla parte civile alla maga dei quali qualcuno incassato, altri annullati, altri ancora mandati in protesto e qualcuno “sparito”, si è assistito al confronto fra le due versioni.

La versione della cliente

La vittima, che ha finito ieri la sua lunga testimonianza, racconta di una donna, la Manetta, dalla quale è andata la prima volta per pura curiosità ma che è stata così brava da convincerla di essere indispensabile nella sua vita.
«Io ero in un momento di difficoltà personale e con il lavoro e lei mi faceva credere che se non avessi fatto i riti non mi sarei più ripresa e tutto sarebbe andato peggio. Per me e per la mia famiglia».
Così le ha commissionato diversi riti esoterici e le ha consegnato anche foto e oggetti appartenuti alle diverse persone per le quali chiedeva l’intervento della maga. Nel bene e nel male.
«Mi ero abbandonata completamente a lei e solo quando è mancato il mio compagno e sono tornata a vivere a Torino mi sono resa conto di quanto mi era accaduto».
La Manetta non ci sta a questa descrizione di “divoratrice” della buona fede altrui.
«Io non ho mai obbligato nessuno a venire da me e ho sempre chiarito prezzi e termini delle mie prestazioni. Io per quella donna ho lavorato tanto, impiegando 3-4 ore di notte per 9 giorni al mese per tre mesi consecutivi per proteggerla e farle ottenere quel che chiedeva». Con tanto di faldone alla mano in cui erano contabilizzati tutti i riti e il materiale utilizzato acquistato solo da maghi fidati.
Compresa anche la planimetria dell’alloggio che la famiglia della sua cliente non riusciva a vendere e che invece, magicamente, dopo il rito ha trovato un compratore che lo ha pagato bene.
Su quell’assegno da 35 mila euro che la cliente le ha consegnato senza data ha dato una sua spiegazione: «7 mila euro erano l’Iva che avrei dovuto versare avendolo fatturato. Altri 7 mila erano il saldo dei riti che avevo già fatto e il resto eravamo intesi che glielo avrei restituito in contanti. Era un modo, per la cliente, di per farsi dare del denaro dalla famiglia che invece non voleva più saperne di aiutarla economicamente».
L’udienza riprenderà il 19 marzo.

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