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Fallimento Waya, parte il processo

Inizia oggi il processo a carico di Diego Robella, Ezio Trinchero e il figlio Fabio, tutti imputati per il fallimento della storica azienda atigiana Way Assauto. Tra i capi d'accusa distrazione di risorse finanziarie alla società e appropriazione indebita di fondi destinati alla previdenza dei lavoratori. Il reato di falso in bilancio, depenalizzato, era già stato oggetto di proscioglimento

Oggi prima udienza in tribunale per il fallimento della Way Assauto, la storica fabbrica astigiana di ammortizzatori. A sedere al banco degli imputati Diego Robella, Ezio Trinchero e il figlio Fabio. Robella e Trinchero sono accusati di aver distratto risorse finanziarie alla società acquistata già in condizioni di forte crisi e di aver così favorito il collasso dei bilanci. In sede preliminare era già stato dettato il proscioglimento per prescrizione del reato per falso in bilancio mentre è stata superata un’eccezione sulla costituzione del curatore fallimentare anche per i reati tributari e per i capi di imputazione che riguardano il tfr dei dipendenti. In particolare, è contestata un’appropriazione indebita di 260 mila euro del fondo Cometa, la previdenza integrativa di impiegati e operai.

Per questo motivo, è lunga la lista delle parti civili costituite che parte con il curatore fallimentare che ha incaricato l’avvocato Pierpaolo Berardi di rappresentarlo, e finisce con decine di operai Way Assauto passando per i sindacati: saranno tutti in aula con i legali La Matina, Pasta, Dal Curto e Sellitti. Robella e Fabio Trinchero sono difesi dagli avvocati Caranzano e Rattazzi mentre Ezio Trinchero sarà assistito dall’avvocato Mirate. Si preannuncia un processo in cui si scontreranno varie perizie contabili per acclarare i conti della società fallita e definire con precisione l’entità del “buco”, se saranno provate le accuse formulate e sostenute dal pm Tarditi.

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