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Cronaca

Caso Ceste, niente processo pubblico
per Michele: sceglie il rito abbreviato

Con una mossa quasi a sorpresa, questa mattina è stata depositata alla Procura di Asti la richiesta di rito abbreviato “secco”, cioè non condizionato a perizie o altro, dai legali di Michele

Con una mossa quasi a sorpresa, questa mattina è stata depositata alla Procura di Asti la richiesta di rito abbreviato “secco”, cioè non condizionato a perizie o altro, dai legali di Michele Buoninconti. Niente processo pubblico in Corte d’Assise, dunque, ma quello a porte chiuse davanti al gip del quale non è ancora stato fissato però la prima udienza. La decisione viene motivata così da uno dei due legali di Buoninconti, l’avvocato astigiano Chiara Girola: «E’ stata una scelta dettata anche e soprattutto dall’interesse nei confronti dei figli. Un processo pubblico avrebbe portato ad una nuova fortissima esposizione mediatica che il mio cliente voleva risparmiare ai suoi ragazzi».

«Prendiamo atto della decisione della difesa di Buoninconti – è invece il commento dell’avvocato Carlo Tabbia che con la collega Deborah Abate Zaro rappresenta i genitori di Elena Ceste – frutto, secondo noi, di un ottimo lavoro della Procura di un cambio nella strategia difensiva, improntata più ad un contenimento della pena che alla contestazione delle emergenze probatorie». Intanto Michele è stato trasferito dal carcere di Asti a quello di Verbania dove attenderà la fissazione della data della prima udienza davanti al gip di Asti. Quella del rito abbreviato sembrava una possibilità remota di scelta da parte di Michele, che aveva sempre dichiarato la sua innocenza e la volontà di professarla pubblicamente. I suoi stessi avvocati hanno ammesso che non è stato facile convincerlo ad una soluzione che, dal punto di vista della strategia processuale, è quella migliore.

L'avvocato Girola, inoltre, chiarisce il comportamento di Michele in merito al mancato pagamento dell'assegno di mantenimento ai figli che da quattro mesi vivono con i nonni materni. «Al mio assistito è stato sequestrato il bancomat il giorno stesso dell'arresto. Senza esso non poteva disporre le somme a favore degli suoceri. Cosa che ha iniziato ad avvenire quando abbiamo ottenuto il dissequestro della carta bancaria e, oltre alla somma di 600 euro al mese, il signor Buoninconti ha anche aggiunto altre cifre a titolo di acconto delle spese già anticipate dai nonni per il mantenimento dei quattro ragazzi».

Alla rapida diffusione della notizia del rito abbreviato, si sono levate molte voci di dissenso, soprattutto nei vari gruppi che, in questo quasi anno e mezzo dalla scomparsa di Elena, si erano costituiti sui social media per chiedere prima il ritrovamento della donna e poi, visto che purtroppo venne ritrovato solo i resti del suo corpo, per chiedere giustizia per la sua morte. Su fb era addirittura nato un gruppo “No al rito abbreviato per Michele”.

d.p.

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