Colombi, rifiuti e urina«Ripulite via San Martino»
Cronaca

Colombi, rifiuti e urina
«Ripulite via San Martino»

«Il Comune, tramite gli enti preposti, multa le persone che danno da mangiare a colombi e piccioni ma chi multa il Comune che non dà ordine di chiudere le finestre dei suoi palazzi più storici e

«Il Comune, tramite gli enti preposti, multa le persone che danno da mangiare a colombi e piccioni ma chi multa il Comune che non dà ordine di chiudere le finestre dei suoi palazzi più storici e belli alimentando così la nidificazione di generazioni di piccioni?» La domanda provocatoria arriva da Federica Bergamini, una nostra lettrice residente in via San Martino, che segnala lo stato di degrado in cui versa la stradina del centro storico, proprio a ridosso di Palazzo Mazzetti attualmente sede della mostra La Rinascita. Via San Martino è una strada molto suggestiva nel cuore dell’Asti antica e che collega piazza San Martino a corso Alfieri costeggiando il lato sinistro di Palazzo Ottolenghi, oggi sede del Museo del Risorgimento. «Una via battuta dai turisti – racconta la donna – cui diamo proprio una bella immagine della città tra immondizia, feci di piccioni, bottiglie vuote per terra e altra incuria provocata dalla maleducazione della gente».

I colombi ci sono e si trovano sovente sulle finestre e sui balconi di Palazzo Ottolenghi, alcune lasciate aperte tanto che gli animali entrerebbero liberamente nell’edificio dove troverebbero un valido riparo per la notte. «I colombi possono così proliferare imbrattando tranquillamente i nostri cornicioni e le nostre persiane senza che nessuno di noi possa fare nulla per fermarli». Ma ci sono altre criticità su quel tratto di strada. Ci viene segnalata la scarsa pulizia da parte dell’Asp il cui camion ha accesso alla via solo da piazza San Martino essendoci due fioriere, all’altezza di corso Alfieri, che bloccano la circolazione delle auto. Le fioriere, tra l’altro, vengono sovente scambiate per cestini dei rifiuti e quasi sempre accolgono bottiglie di birra, carte, fazzoletti o altra immondizia lasciata da chi, evidentemente, trova troppo faticoso raggiungere la vicina piazza Roma dotata di tutti i cestini del caso.

«Ma c’è dell’altro – aggiunge Federica nella segnalazione che ha inoltrato alla Giunta comunale, all’Asp, alla Fondazione CrAsti e al Comando della polizia municipale – Questa via, chiusa e buietta, è diventata ormai un orinatoio pubblico ad hoc per tutti quei giovani che, sbattuti fuori dai locali che vengono fatti chiudere perché fanno troppo casino, non sanno dove urinare e quale migliore posto se non qui?» Insomma una situazione non facile che mal si concilia con quell’idea di centro storico accogliente e a misura di turisti sul quale la Giunta sta lavorando nel tentativo di rilanciare Asti agli occhi del mondo. Palazzo Mazzetti e Palazzo Ottolenghi sono due mete particolarmente visitate ma, al di là dei turisti, anche i residenti gradirebbero che la strada fosse comunque tenuta meglio di come la si vede oggi.

La nostra lettrice suggerisce anche qualche idea per migliorare la situazione di via San Martino.
«Se questa via chiusa comporta così tanti problemi di pulizia, apriamola, così la teniamo pulita e decorosa, vero incrocio di palazzi storici, come dicono le guide turistiche che portano i visitatori alla domenica mattina fermandosi all’altezza di corso Alfieri, davanti al museo. Rendiamola zona off limits alle macchine eccetto per i residenti che devono entrare nei cortili, aumentiamo i controlli, mettiamo una telecamera e, chi trasgredisce, riceve una bella multa così arrivano anche dei soldi nelle casse del Comune». «Non ero a conoscenza di tutte queste problematiche in via San Martino – replica l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Bagnadentro – ma incaricherò subito qualcuno affinché vada a vedere. Se ci sono problemi con quei piccioni sicuramente interverremo. Invece escludo che l’Asp non faccia la necessaria pulizia sulla strada perché, anche se ci sono le fioriere, i mezzi possono tranquillamente passare da piazza San Martino entrando da dietro».

Riccardo Santagati
@rickysantagati

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