Elena Ceste, un giallo da risolvereResta il mistero sulle ultime ore
Cronaca

Elena Ceste, un giallo da risolvere
Resta il mistero sulle ultime ore

La maestra di Aosta Christiane Seganfreddo, l'educatrice di Vasto Eleonora Gizzi, la giovane di Messina Provvidenza Grassi, i fratellini Ciccio e Tore di Gravina di Puglia, Elena Ceste, la mamma

La maestra di Aosta Christiane Seganfreddo, l'educatrice di Vasto Eleonora Gizzi, la giovane di Messina Provvidenza Grassi, i fratellini Ciccio e Tore di Gravina di Puglia, Elena Ceste, la mamma di Motta di Costigliole che mancava da casa dallo scorso 24 gennaio. Tutti accomunati da una sorte terribile: scomparsi, cercati ovunque e ritrovati dopo lungo tempo a poca distanza da casa. Elena Ceste si trovava a meno di 2 chilometri dalla sua abitazione, in quella casa in cui viveva con il marito e i suoi amati quattro bambini. L'esito degli esami svolti per l'identificazione dei resti ritrovati sabato ad Isola, in un canale che scorre in località Chiappa, al confine con la frazione Motta, non lascia dubbi.

La comunicazione giunta giovedì mattina dal comando provinciale dei carabinieri di Asti, guidato dal tenente colonnello Fabio Federici che con i suoi uomini sta conducendo indagini fittissime, rivela ciò che in molti in questi giorni temevano: «Il Comando Provinciale Carabinieri di Asti, di concerto con la locale Procura della Repubblica, rende noto che, a termine di specifiche analisi condotte da un Istituto specializzato di Torino delegato al riguardo dall'Autorità giudiziaria inquirente, è stato riscontrato che il Dna della signora Elena Ceste, scomparsa il 24 gennaio 2014 dalla propria abitazione di Costigliole d'Asti, è compatibile con quello del cadavere ritrovato il 18 ottobre scorso ad Isola d'Asti in località Chiappa».

Nella serata di mercoledì alcuni ufficiali del Comando provinciale astigiano dei carabinieri si sono recati dai familiari per dare loro la notizia. A distanza di nove mesi giunge così la risposta sulla sorte, terribile, di Elena Ceste. In un momento che proprio la sorte sembra aver voluto scegliere: domani, sabato, Elena avrebbe compiuto 38 anni. Gli stessi investigatori fanno inoltre sapere che le indagini continuano nel più stretto riserbo. C'è infatti ora una domanda che attende risposta: che cosa è successo alla mamma di Motta? Molta fiducia viene riposta nell'autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni, che potrà forse dare indicazioni sulla causa della morte, a quando essa potrebbe risalire e se il suo corpo sia sempre rimasto in quel canale in cui è stato ritrovato sabato scorso (ulteriori prelievi di terreno e acqua del canale sono stati effettuati martedì in un sopralluogo del medico legale).

L'identificazione dei poveri resti rinvenuti sabato mattina ad Isola, durante lavori di pulizia del rio Mersa da parte del cantoniere del Comune isolano è giunta a soli quattro giorni dal ritrovamento. Una notizia che aveva immediatamente portato il pensiero di tutti ad Elena Ceste, di cui non si avevano notizie né tracce di alcun tipo da quel 24 gennaio. Un freddo venerdì mattina, velato da una leggera nebbia. Secondo il racconto del marito, Elena aveva trascorso una notte tormentata, ma si sarebbe poi tranquillizzata; al mattino gli avrebbe chiesto di accompagnare i bambini a scuola, ma, al ritorno dell'uomo a casa, la donna non c'era più. Sempre secondo quanto ha raccontato il marito, egli avrebbe trovato tutti gli indumenti a terra, in cortile, in due punti diversi, così come gli occhiali da vista della moglie.

Tutto sarebbe accaduto tra le 8 le 8,30. Le prime ricerche in casa e nella zona circostante, poi la chiamata ai carabinieri e l'arrivo del comandante di Costigliole nella casa di Motta, appena a conoscenza di alcuni particolari riscontrati. Da lì a poco scattano le ricerche: l'elicottero vola su tutta la zona, dalla collina fino al Tanaro, vigili del fuoco, protezione civile e volontari del paese la cercano tra i campi, vengono impiegati anche i cani da ricerca. Il mercoledì successivo cade la neve, che interrompe le ricerche in zona. Ma si prosegue nei mesi successivi prosciugando pozzi, sondando il Tanaro, raccogliendo testimonianze su quella donna riservata, che tanti in paese non conoscevano e neppure avevano mai visto. Non si sono mai fermate neppure le indagini dei carabinieri. Che ora imboccheranno nuovi indirizzi a seconda degli esiti dell'autopsia.

Marta Martiner Testa

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Edizione digitale
Precedente
Successivo