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Il Tribunale di Asti sarà attrezzato per i maxi processi di ‘ndrangheta

Oggi l'annuncio dell'allestimento dell'aula più grande con il sistema che consentirà le videoconferenze a distanza

L’annuncio oggi al processo Barbarossa

Oggi al processo Barbarossa che si è tenuto nell’aula bunker del carcere delle Vallette di Torino, il presidente del collegio dei giudici, il dottor Alberto Giannone, ha annunciato che entro la fine di luglio anche il Tribunale di Asti sarà dotato dell’impianto di videoconferenza per testimonianze e deposizioni a distanza. Sarà l’aula 6, la più ampia delle otto che si affacciano sul corridoio al piano -1, ad ospitare l’attrezzatura richiesta con urgenza dal gip Belli, responsabile informatico dei magistrati astigiani, e dallo stesso giudice Giannone.

Servirà anche per le inchieste Carminius e Fenice

Questa dotazione consentirà di riprendere a settembre le udienze del Processo Barbarossa ad Asti e non più in “trasferta” alle Vallette. Ma sarà ampiamente utilizzata anche per il maxi processo che si aprirà a breve sulla ‘ndrangheta nella zona di Carmagnola, area di competenza territoriale del tribunale di Asti dopo l’accorpamento del tribunale di Alba. Si tratta del procedimento conosciuto come “Carminius” che, nell’udienza del 9 luglio, sarà riunito con quello denominato “Fenice” nel quale l’imputato più noto è l’ex assessore regionale Roberto Rosso.

Si eviteranno  trasferimenti dalle carceri di tutta Italia

Si tratta di processi con un gran numero di imputati detenuti in carceri disseminate per tutta Italia e il sistema di videoconferenza consentirà una sensibile riduzione di trasferimenti degli imputati che potranno partecipare alle udienze direttamente dalle apposite salette dei rispettivi penitenziari. E questo varrà ancora di più per i collaboratori di giustizia i cui trasferimenti comportano rischi e scorte imponenti.

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