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Cronaca
Nizza Monferrato

Incastrato dalle indagini il motociclista in fuga rocambolesca tra Nizza e Canelli

Fermato dagli agenti in corso Asti, tentava di far perdere le sue tracce a bordo di un veicolo non assicurato

La vicenda ha un retrogusto cinematografico, eppure è successa a Nizza pochi giorni fa. La volante della Polizia Municipale segnala a un motociclista di fermarsi, per un controllo, nel tardo pomeriggio di un lunedì come tanti. Siamo in corso Asti, non lontano dal passaggio a livello che conduce fuori dal centro abitato. Il motociclista sulle prime sembra disponibile ad assecondare la richiesta e accostare; d’un tratto invece accelera, si lancia verso piazza Garibaldi e la circonvallazione puntando alle strade di campagna, con il chiaro obiettivo di “seminare” gli agenti.

«Sappiamo, a posteriori, che la moto non era né assicurata, né sottoposta a regolare revisione – racconta il comandante Silvano Sillano – Sul momento, però, una fuga del genere poteva sottintendere situazioni ben più gravi, per esempio una rapina appena effettuata». Inizia perciò l’inseguimento. Grazie alla collaborazione con i colleghi del Comando di Canelli giungono notizie del fuggitivo in regione Case Vecchie, a Calamandrana. Dopodiché viene avvistato che rientra a Nizza da Valle San Giovanni, in un accurato slalom tra le traverse di corso Asti. «Chiaramente, conosceva la zona, e stava cercando di far perdere le sue tracce» commenta Sillano.

Qualcosa che in effetti gli riesce, dopo un’ultima corsa in via Mario Tacca. Nel frattempo, però, le tracce del fuggitivo nell’impianto di videosorveglianza sono molteplici. La targa permette di risalire al proprietario della moto, un settantenne di Cairo Montenotte; ma anche a un trentenne residente a Nizza, con una seconda casa a Incisa (zona della “sparizione”). Prosegue il comandante: «Volendo andare fino in fondo, li abbiamo convocati entrambi. In effetti si conoscevano, perché a giugno il signore di Cairo aveva dato “in prova” la moto al suo contatto nicese. Quest’ultimo se l’era tenuta, senza occuparsi di voltura, assicurazione o revisione».

Ad alcune scuse del trentenne, con un ipotetico ulteriore prestito del mezzo a un amico di Isola d’Asti, il colpevole delle peripezie finiva per crollare, ammettendo la propria colpa. Sarà la Prefettura a decidere la sanzione; di certo, dopo gli eventi, sarà più grave della semplice violazione amministrativa per mancata assicurazione. Secondo Sillano, la storia esemplifica l’utilità pratica e dissuasiva dell’impianto di videosorveglianza: «Grazie ai colleghi di Canelli per l’ottima sinergia. Si è svolto un buon lavoro di indagine, con l’intuito di individuare il pirata della strada anche tramite la sua presenza social».

 

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