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Infermiere sotto processo per la fiala letale: in Appello condannato a 14 anni

In primo grado, ad Asti, gli erano stati inflitti 5 anni e 4 mesi. Un anziano morì in seguito alla crisi provocata dal farmaco somministrato per farlo stare tranquillo, senza prescrizione medica

Quasi 10 anni in più rispetto al primo grado

L’infermiere che somministrò una fiala di Midazolam ad un anziano che pochi minui dopo ebbe una crisi così grave da perdere la vita, non fece quel gesto per “errore”, ma in piena consapevolezza.
Questa la conclusione cui sono arrivati i giudici della Corte d’Appello di Torino che hanno aggravato la posizione processuale di Mauro Capra, condannandolo a 14 anni e 4 mesi per omicidio doloso avvenuto nelle corsie dell’ospedale di Carmagnola.
In Appello il processo è stato portato dal sostituto procuratore Laura Deodato che aveva sostenuto la pubblica accusa già in primo grado ad Asti, dove Capra era stato condannato solo a 5 anni e 8 mesi perchè il gup aveva derubricato il reato in omicidio colposo.

Fu comportamento doloso

Una conclusione che era stata accolta con delusione anche dalla parte civile, il figlio dell’anziano Giovanbattista Tuninetti assistito dall’avvocato Marco Calosso che aveva a sua volta proposto l’appello.
A pochi giorni dalla fissazione dell’udienza, era stato trovato un accordo sul risarcimento fra l’ospedale e la parte civile che dunque era “uscita” dal processo.
Ma è in aula che si è consumata la battaglia giudiziaria con il pm Deodato che ha insistito sul comportamento doloso dell’infermiere, sia nella somministrazione di quella fiala letale che nel nascondere a tutti di averlo fatto quando colleghi e medici erano intervenuti per tentare di rianimare l’anziano.

d.p.