«Ho chattato con Elena Ceste», ma è un mitomane. Denunciato dai carabinieri
Cronaca

«Ho chattato con Elena Ceste», ma è un mitomane. Denunciato dai carabinieri

È stato denunciato dai carabinieri l’uomo che anche in tv, alla trasmissione “Quarto grado” di Rete 4, ha raccontato di aver scambiato messaggi con Elena Ceste, la mamma di Costigliole

È stato denunciato dai carabinieri l’uomo che anche in tv, alla trasmissione “Quarto grado” di Rete 4, ha raccontato di aver scambiato messaggi con Elena Ceste, la mamma di Costigliole ritrovata un mese fa in un canale ad 800 metri da casa. Una testimonianza sulla quale fin da subito la stessa trasmissione aveva avanzato dubbi.

I carabinieri del Comando provinciale di Asti, guidato dal tenente colonnello Fabio Federici, a conclusione di accertamenti tecnico investigativi, hanno denunciato V. R. (si era presentato come “Vito” in tv), impresario edile 38enne di Savona, originario di Nola di Bari. «L’uomo, lo scorso 9 novembre, ha contattato telefonicamente la nostra centrale operativa, riferendo di avere informazioni importanti sul caso di Elena Ceste e proponendosi quale “super testimone”, poiché asseriva di possedere “notizie”, alcune inedite ed eclatanti, acquisite in passato nel corso di contatti intrattenuti su una chat line con la sventurata signora di Costigliole – spiegano gli inquirenti – L’uomo è stato invitato a presentarsi presso i carabinieri di Savona, dove ha fornito ragguagli che in quella sede già destavano alcuni dubbi circa la loro credibilità».

Nei giorni successivi, i carabinieri di Asti, hanno constatato che quanto dichiarato dall’uomo appariva incongruente rispetto al quadro investigativo acquisito in dieci mesi di indagini. «Una prima verifica tecnica effettuata sulla chat line ha rilevato che la documentazione informatica prodotta dall’uomo a supporto delle sue dichiarazioni risultava essere artefatta», sottolineano gli investigatori.

Tre ore di interrogatorio da parte dei carabinieri di Asti, che hanno portato ad una denuncia a carico dell’imprenditore per «false dichiarazioni rese al pm» e «falsificazione del contenuto di comunicazioni informatiche». Il 38enne raccontava «di avere avuto, circa un anno fa, contatti via chat con una donna che si era presentata come una 37 enne, di chiamarsi Elena, di abitare a Costigliole d’Asti, di essere la madre di quattro figli e la moglie di un vigile del fuoco» e che la donna gli avrebbe fatto confidenze sulla su avita familiare. Nulla di vero però: l’uomo avrebbe ad un certo punto ammesso di fronte ai carabinieri che lo interrogavano « di essersi inventato tutto, spiegando di averlo fatto per avere un momento di popolarità tramite le trasmissioni televisive che si stavano occupando del caso, che aveva già contattato».

Dal Comando provinciale dei carabinieri si ricorda si ricorda che «chiunque può collaborare, ma a condizione che possa riferire circostanze veritiere ed obiettive, che comunque saranno vagliate, ed in caso di riscontro non attendibile l’autore può rischiare di incorrere in pene severe».

m.m.t.

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