Retata in tre night club astigianiScoperti 41 lavoratori in nero
Cronaca

Retata in tre night club astigiani
Scoperti 41 lavoratori in nero

I tre night club di Asti sono stati passati al setaccio dalla Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Asti alla ricerca di lavoratori in nero. Una ricerca che è finita con la denuncia dei tre

I tre night club di Asti sono stati passati al setaccio dalla Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Asti alla ricerca di lavoratori in nero. Una ricerca che è finita con la denuncia dei tre amministratori delle società che gestiscono i locali e la scoperta di 41 lavoratori “in nero” sui 58 controllati. Si tratta per la maggior parte di entraineuse, o, come reciterebbe un mansionario “figuranti di sala e ragazze immagine”; quasi tutte straniere provenienti da Paesi dell’Est Europa, i finanzieri hanno verificato che 24 di loro non erano in regola con i permessi di soggiorno valido per lavorare, bensì erano in possesso di altri visti di studio o turistici.

I controlli delle Fiamme Gialle hanno consentito di cristallizzare una situazione molto comune nei night club. Le ragazze, infatti, avevano il compito di intrattenere i vari clienti spingendoli a consumare al bar bevande molto più costose rispetto a quelle normalmente servite; un esborso che consentiva ai clienti di poter conversare e avere l’attenzione esclusiva di una ragazza per una ventina di minuti. I gestori hanno provato a difendersi dicendo che le ragazze erano clienti e non lavoravano per il locale, ma i finanzieri, in tutti i night, hanno verificato che disponevano di un vero e proprio spogliatoio con tanto di armadietti dentro i quali tenevano i vestiti di ricambio e i loro documenti insieme agli effetti personali nelle borsette. In un caso hanno anche fatto un ulteriore accertamento: concluso il sopralluogo nel locale alla periferia della città, hanno atteso in strada e notato che le ragazze salivano tutte insieme, alla chiusura, su un minibus condotto da un dipendente del night che dava loro un passaggio nei vari alloggi affittati in città. Insieme alle ragazze, sono stati identificati come lavoratori in nero anche 2 baristi.

Per i tre amministratori dei night, l’accusa è di utilizzo di manodopera clandestina, una violazione al Testo Unico sull’Immigrazione che prevede la reclusione fino a 3 anni. Molto pesante anche il “conto” in termini di multe già presentate ai datori di lavoro dai finanzieri: un totale di 400 mila euro. «La Guardia di Finanza mantiene alta l’azione di contrasto al lavoro sommerso, consapevole dei suoi effetti distorsivi – ha detto il tenente colonnello Michele Vendola, comandante provinciale di Asti – Lo sfruttamento dei lavoratori in nero, infatti, oltre a danneggiare questi ultimi che vengono impiegati senza alcun diritto assistenziale e previdenziale, altera le regole del mercato creando un illecito vantaggio competitivo per le aziende non in regola a danno dei contribuenti onesti».

Daniela Peira

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