Parcheggi selvaggi alle fermate dei busI sindacati: «Così non si può lavorare»
Cronaca

Parcheggi selvaggi alle fermate dei bus
I sindacati: «Così non si può lavorare»

Questa mattina abbiamo preso alcuni autobus cittadini insieme ai rappresentanti sindacali degli autisti: in molte fermate il bus ha avuto difficoltà di manovra perché auto, camion e furgoni occupavano lo spazio di sosta. Il problema diventa ancora più grave quando dev'essere utilizzata la pedana che agevola l'accesso ai bus dei portatori di handicap. Ora si chiede la tolleranza zero e controlli a tappeto da parte della polizia municipale

Da corso Savona a corso Torino, da via Pietro Micca a corso Volta, ma anche in via Conte Verde, corso Don Minzoni e in altre zone della città: i parcheggi selvaggi davanti alle fermate dei bus sono diventati consuetudine e, ancora una volta, tocca ai rappresentanti sindacali degli autisti denunciare a gran voce il problema chiedendo all’amministrazione di fare qualcosa per risolverlo. Gianpiero Freilino e Gaetano Leopardo (FILT CGIL) insieme a Luciano Tolu (FIT CISL) hanno convocato i giornalisti questa mattina, mercoledì, invitandoli a fare un giro sui bus per vedere di persona le difficoltà di manovra davanti alle fermate, soprattutto quando si tratta di far salire disabili in carrozzina che necessitano l’utilizzo di un’apposita pedana.

«Qui stiamo parlando di far rispettare il Codice della Strada e di tenere sgombre le fermate per consentire agli autisti di avvicinarsi correttamente a filo del marciapiede, così da poter usare la pedana come si deve e non dover lasciare il disabile sulla strada mettendo a rischio la sua sicurezza» commentano i sindacalisti indicando una serie di parcheggi selvaggi lungo le fermate di corso Savona. «Lo spazio libero dovrebbe essere di 39 metri – puntualizza Leopardo che è anche RLS, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – invece guardate quante violazioni vengono fatte, e questo succede tutti i giorni». Per i nuovi bus Euro 6, sedici pullman lunghi 12,7 metri, è spesso impossibile accostare, come da regolamento, davanti alle fermate: tra auto in divieto o in doppia fila, camion, furgoni lasciati con le quattro frecce lampeggianti mentre vengono scaricate le merci, non c'è abbastanza spazio per avvicinarsi al marciapiede, far scendere la pedana a servizio dei disabili, ritirarla e ripartire in tutta sicurezza.

«Bisogna anche dire che usare la pedana per le carrozzine non è così facile – aggiunge Tolu – Infatti occorre una chiave di sblocco manuale, ma noi non potremmo effettuare l’operazione perché non possiamo abbandonare il posto di guida». Quindi? «Quindi chiediamo all’eventuale accompagnatore del disabile di darci una mano, oppure a qualche altro passeggero, pregandolo di aiutarci a sbloccare la pedana». In alcuni casi, però, è lo stesso autista a dover attivare il meccanismo, lasciando il posto di guida per il tempo necessario a caricare il disabile. In aggiunta a questi problemi, i sindacati segnalano una scarsa cura della segnaletica orizzontale davanti alle fermate, poche quelle realizzate a regola d’arte e fruibili dai disabili (in via Corridoni, ad esempio, ne è stata predisposta una nuova davanti al parco Biberach con lo spartitraffico che spunta leggermente dalla siepe, ma non abbastanza, dicono i sindacalisti, per garantire lo spazio di discesa dell’eventuale carrozzina).

Poi ci sono quelle dove manca del tutto lo spazio per scendere o salire in sicurezza, prevalentemente fuori dal centro abitato, ad esempio in direzione di San Marzanotto. Freilino, Tolu e Leopardo chiedono all’amministrazione risposte adeguate al malcostume imperante delle soste selvagge, non solo davanti alle fermate, ma anche sulle strisce pedonali o sulle rotonde, e che gli agenti della polizia municipale possano scattare fotografie delle violazioni al Codice della Strada per poi procedere, in un secondo momento, alla contestazione e all'invio dei verbali a domicilio.

Ad oggi sono infatti tre gli ausiliari dell’Asp incaricati di poter elevare multe alle auto in divieto davanti alle fermate, «un numero insufficiente rispetto alla portata delle violazioni».
«Questi sono solo alcuni dei problemi che viviamo tutti i giorni facendo il nostro lavoro – conclude Freilino – Ma ricordo che è in corso una procedura di raffreddamento in Prefettura e che, dopo il primo incontro con il vice prefetto, niente è stato risolto. Il presidente dell’Asp aveva anche annunciato la convocazione di un tavolo tecnico con i rappresentanti del Comune, ma ad oggi non abbiamo ancora visto nulla. Una cosa è sicura: così non si può più andare avanti».

Dall'Asp fanno sapere che il tavolo tecnico sulla sicurezza è stato convocato dal sindaco Brignolo per il 22 marzo e che, proprio sulle arterie stradali dove sono stati riscontrati i maggiori problemi delle violazioni, sono state incrementate le presenze degli ausiliari al fine di sanzionare, quando necessario, i trasgressori. Non solo. Gli ausiliari, che di multe ne hanno già elevate, pattugliano anche altre zone di Asti così da dissuadere eventuali comportamenti scorretti. Infine per l'Asp è positivo che i sindacati abbiano dimostrato un'apertura al tavolo tecnico verso il quale, in un primo tempo, si erano detti indifferenti perché non sarebbe toccato a loro risolvere i problemi denunciati, ma agli enti preposti.

Riccardo Santagati

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo