Quella cara estinta da 2.5 milioniMa il testamento potrebbe essere falso
Cronaca

Quella cara estinta da 2.5 milioni
Ma il testamento potrebbe essere falso

Tre indagati per i beni di una cugina morta un anno fa. Uno di loro avrebbe scritto il testamento: il sospetto sarebbe corroborato da una perizia calligrafica, che evidenzia come la firma di uno degli indagati sarebbe stata vergata dalla stessa mano che ha redatto l'ultimo testamento. Che, in più, è stato modificato radicalmente quando la donna era ormai incapace di prendere decisioni in autonomia

E’ un sequestro di ingente valore quello che il gip di Asti ha disposto a carico di tre persone residenti fuori Asti accusate di aver redatto un testamento olografo falso a nome di una benestante cugina. Si parla di una cifra che sfiora i 2 milioni e 700 mila euro fra appartamenti, case, titoli, conti correnti, preziosi e gioielli di cui i tre indagati sarebbero venuti in possesso circa un anno fa, alla morte della donna. Cinque appartamenti sono nella zona nord della città, un altro è in una nota località turistica sarda mentre altri due terreni sono stati sequestrati in un comune della provincia astigiana.

A far sorgere i dubbi sull’autenticità delle volontà testamentarie della donna, furono  un sacerdote e altre due persone, una delle quali era l’esecutrice e legataria di un precedente testamento firmato dall’anziana intestataria di immobili e denaro. Una serie di accertamenti presso un notaio astigiano aveva permesso all’esecutrice testamentaria di appurare che nel giro di meno di due anni, erano stati stesi e registrati diversi testamenti, l’ultimo dei quali in un periodo in cui l’anziana donna era già in condizioni psicofisiche critiche; quest’ultimo testamento, nel suo contenuto, risultava completamente diverso da quelli sottoscritti pochi mesi prima e ogni bene era stato suddiviso fra i tre attuali indagati.

E’ stato anche disposto un accertamento grafologico e la consulente ha stabilito come la firma di uno degli indagati (una donna) sia compatibile con la calligrafia con la quale è stato redatto l’ultimo testamento. Di qui il sospetto forte che i tre abbiano falsificato integralmente il testamento della parente benestante per farsi intestare i beni ed escludere ogni altro precedente beneficiario indicato dalla donna. Il tutto fatto quando la salute dell’anziana era già particolarmente compromessa tanto che anche il suo medico curante ha dichiarato come, alla data dell’ultimo testamento, non fosse in grado di prendere decisioni liberamente ed in autonomia.

Subito dopo la morte della donna, oltre al passaggio dei beni come indicato nel testamento “sospetto”, è avvenuta anche la divisione dei titoli bancari per oltre 1 milione e 200 mila euro, preziosi per altri 7 mila e 500 euro e denaro sul conto corrente. Nel frattempo, i tre hanno anche già tentato di vendere una parte dei beni ereditati affidandoli ad un mediatore immobiliare che opera sul mercato astigiano. In attesa che la vicenda proceda ma per non correre il rischio che l’ingente patrimonio possa essere “disperso”, il Gip Rocci ne ha disposto il sequestro.

Daniela Peira

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