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Rocca d’Arazzo: allevava cinghiali e “porcastri” nel bosco, denunciato

Sequestrati dai carabinieri forestali circa 60 animali proliferati negli ultimi mesi dentro un'area cintata di circa 7 ettari

Indagine dei Carabinieri Forestali

Una situazione sfuggita di mano che ha richiesto l’intervento dei Carabinieri Forestali di Nizza per riportare ordine e chiarire la presenza di un nutrito branco di cinghiali e porcastri nei boschi di Santa Caterina di Rocca d’Arazzo.

A chiedere il loro intervento sono stati alcuni cittadini che avevano segnalato questa situazione ed erano particolarmente preoccupati per la concentrazione di questi animali vaganti che, ovviamente, si spostavano anche tra le abitazioni vicine, negli orti e nelle vigne con conseguenti danni.

I carabinieri hanno individuato l’area, circa 7 ettari di bosco di proprietà di un uomo di 70 anni del paese. La vasta area era cintata e dentro vi vivevano una sessantina di animali, fra cinghiali, porcastri (incroci fra maiali e cinghiali) e anche qualche maialino vietnamita.

E’ stato lo stesso proprietario dell’area a spiegare cosa fosse capitato: lui inizialmente era titolare di un allevamento di pochi maialini, regolarmente autorizzato per l’autoconsumo. Li aveva sistemati nel bosco cintato ma era troppo grande l’appezzamento e non è riuscito ad evitare che i cinghiali selvatici entrassero e si incrociassero con i maialini domestici con una proliferazione che ha portato alla sessantina di capi attuali. Inoltre, visto che l’uomo continuava a portare cibo agli animali, anche i cinghiali si sono riprodotti portando ad un vero e proprio “sovraffollamento”.

Il proprietario, pur rendendosi conto della situazione, non ha mai segnalato alle autorità questa proliferazione così al termine del sopralluogo dei carabinieri forestali insieme ai veterinari dell’Asl, è stato denunciato per detenizone di animali pericolosi in quanto tali sono considerati i cinghiali selvatici a meno che non si trovino in allevamenti regolarmente autorizati dalla Provincia per scopi alimentari sottoposti a controlli veterinari. All’uomo è stata comminata anhe una multa per circa 5 mila euro per irregolarità nella compilazione e detenzione di registri dell’allevamento autorizzato.

Tutti gli animali rinvenuti durante il sopralluogo sono stati posti sotto sequestro.

 

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