Scandalo Atc: il consiglio chiedele dimissioni di cda e presidente
Cronaca

Scandalo Atc: il consiglio chiede
le dimissioni di cda e presidente

Attuale consiglio di amministrazione dell'Atc? "Assente". Precedenti cda e collegi dei revisori dei Conti che hanno gestito l'Ente negli ultimi dieci anni? "Assenti".

Attuale consiglio di amministrazione dell'Atc? "Assente". Precedenti cda e collegi dei revisori dei Conti che hanno gestito l'Ente negli ultimi dieci anni? "Assenti". Qualcuno ha mandato una memoria scritta letta dalla presidente del consiglio Maria Ferlisi (l'attuale presidente Campia e l'ex presidente Rosanna Valle), ma i più non si sono fatti vedere nè sentire. E' cominciato con una critica diffusa a queste mancate presenze nonostante gli inviti, il consiglio comunale aperto che si è tenuto giovedì sera in seguito allo scandalo sugli ammanchi di oltre 8 milioni e mezzo di euro all'Agenzia che gestisce le case popolari di Asti e provincia.

Anticipato da un presidio sotto la sede dell'Atc nell'ex Michelerio in corso Alfieri e un corteo di famiglie occupanti o in lista di attesa per assegnazione di una casa popolare che hanno raggiunto il Municipio, il consiglio comunale aperto ha visto la partecipazione di alcuni diretti interessati: inquilini e assegnatari che hanno ricordato il trattamento di rigore a loro riservato ogni volta che si presentavano al cospetto del direttore Pierino Santoro (ad oggi unico indagato, reo confesso degli ammanchi). Qualcuno di loro ha anche ricordato di aver fatto numerose segnalazioni in passato circa una gestione dell'Ente "non nell'interesse della cosa pubblica", ma di non aver mai trovato orecchie pronte ad ascoltare e verificare.

Fra gli interventi più curiosi quello di Marco Gambaudo, segretario di Rifondazione Comunista che si chiede come mai per il caso "rimborsopoli" della Regione Piemonte in cui sono stati accertati 2 milioni e mezzo di denaro speso da 54 consiglieri se ne sia parlato così tanto mentre del maxi ammanco da oltre 8 milioni e mezzo di euro di una sola persona non se ne siano occupati i mass media nazionali. Intervento quasi surreale quello dell'ex assessore ai Servizi Sociali Pierfranco Verrua, dal 2007 sotto la giunta Galvagno. Surreale per chiunque ricordi gli aspri conflitti che lo videro contrapposto al Coordinamento e a chi si occupava di emergenze abitative. Ha esordito chiedendo scusa a tutti gli inquilini Atc e a chi è in attesa di diventarlo perchè «alla luce dei fatti di oggi forse avrei dovuto fare di più. Mi sono limitato a girare all'Ente le tante segnalazioni di irregolarità che già allora gli inquilini mi facevano soprattutto su costi spropositati di lavori e contratti di utenze».

Fra le critiche alla gestione di questo scandalo da parte del direttivo dell'Atc anche quelle che riguardano l'assenza dell'ente nell'indagine avviata dalla Procura. «Perchè l'Atc non si comporta da parte lesa e non si fa tutelare, fin da ora, da un legale in vista di una futura costituzione di parte civile?» si è chiesto il consigliere comunale Lattanzio. In più interventi, a partire da quello di Elena Pascali, coordinatrice di Sel Asti, si è invocata la trasparenza dell'Ente che gestisce denaro pubblico in un settore particolarmente delicato e complesso. «Trasparenza? Provate ad andare sul sito dell'Atc e troverete quasi solo "titoli" sull'homepage ai quali non corrispondono atti nè documenti della sua attività» si è lamentato il consigliere Giovanni Pensabene, primo richiedente della seduta aperta.

Nel corso del consiglio non sono mancati momenti di tensione. Il primo fra il consigliere Zangirolami e la presidente Maria Ferlisi sulla ormai tradizionale polemica che riguarda l'autorizzazione a riprendere in videocamera la seduta. Qualche parola grossa è volata anche nei confronti di Rinaldo Russo, unico componente del cda dell'Atc che si è presentato e ha parlato. Russo ha ricostruito il suo impegno all'interno dell'Atc sulle questioni degli appalti che generano contenziosi continui, ma pubblico e consiglieri gli hanno contestato di non aver risposto alla domanda che tutti si ponevano: «Come aveva potuto, insieme ai suoi colleghi del collegio di amministrazione, non accorgersi che ogni mese sparivano decine di migliaia di euro dai conti dell'ente verso le tasche dell'ex direttore?».

A spezzare una lancia a favore del cda la consigliera Angela Quaglia, anch'essa ex assessore ai servizi sociali: «Il cda è un organismo politico, non tecnico: strumentale pensare che dovessero essere i consiglieri ad accorgersi delle irregolarità contabili». Un invito ad affrontare la vicenda facendo fronte comune è arrivato dall'assessore Piero Vercelli: «Su questo tema non possiamo accontentarci di aver fatto un consiglio aperto, siamo di fronte a fatti di gravità inaudita. Le somme che riusciremo a recuperare andranno usate per aiutare chi è in difficoltà». La seduta si è quindi conclusa con un ordine del giorno in cui il Consiglio ha invitato alle dimissioni il Cda, e il presidente Campia. Lo stesso documento invita Atc e Comune a costituirsi parte civile nel processo. Voto contrario di Angela Quaglia, Gianfranco Imerito e Marcello Coppo.

d.p.

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