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Via da Asti il responsabile dei danni in piazza Catena

Per il ragazzo che si era scagliato contro le auto posteggiate è stata disposta dalla Questura la permanenza al Centro per il Rimpatrio di Torino in attesa della definizione della sua posizione in Italia

Auto danneggiate in piazza Catena

La sera del 10 febbraio scorso si era scagliato contro le auto posteggiate in piazza Catena, danneggiandole pesantemente. Il ragazzo, un 22enne originario della Guinea, era stato arrestato dalla polizia e quindi assegnato ad una struttura ricettiva della provincia, anche in funzione della misura cautelare del divieto di dimora in Asti, inflittagli in sede di convalida dell’arresto.
«Tuttavia, anche presso la nuova struttura, lo straniero ha, sin da subito, manifestato atteggiamenti violenti e minacciosi nei confronti degli operatori ed effettuato nuovi danneggiamenti – sottolineano dagli uffici della Questura cittadina – Il 12 marzo scorso, infine, si è recato ad Asti, dalla responsabile della struttura di accoglienza, per chiedere che gli venisse fornito del denaro. In tale circostanza, oltre ad aver minacciato la donna, avendo violato il provvedimento cautelare inflitto dal giudice, veniva accompagnato in Questura e denunciato».

Trasferimento al Centro per il Rimpatrio di Torino

Per il giovane la Questura ha deciso l’allontanamento da Asti ed ha disposto il suo trattenimento presso il Centro per il Rimpatrio di Torino. «Avendo il ragazzo, in questi ultimi mesi, manifestato un atteggiamento estremamente violento ed essendosi mostrato pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica, il 13 marzo scorso è stato emesso un provvedimento di trattenimento presso il CPR di Torino, in attesa della definizione dell’iter giurisdizionale volto al definitivo rigetto o accoglimento dell’istanza per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, già negato in prima istanza dalla Commissione Territoriale di Torino», precisa la Questura.
Nella giornata di ieri il provvedimento è stato convalidato dal giudice del capoluogo piemontese e il ragazzo dovrà permanere all’interno del Centro per il Rimpatrio per il tempo necessario alla definizione della sua posizione sul territorio nazionale e all’adozione dell’eventuale provvedimento di espulsione.

m.m.t.

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