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Violenza sulle donne: l’Orecchio di Venere ha seguito 205 casi in un anno

E sono già 5 le donne che si sono rivolge in urgenza al Centro Antiviolenza astigiano nelle prime due settimane del nuovo anno

I dati del 2109

Dieci anni di attività e numeri che suggeriscono come sia ancora purtroppo fondamentale l’esistenza dei Centri Antiviolenza come quello che opera ad Asti, l’Orecchio di Venere, nato in seno alla Croce Rossa.
Nell’anno del decennale, l’Orecchio di Venere è stato contattato da 205 donne, una media di una telefonata o un appuntamento o un colloquio ogni giorno e mezzo, per tutto il corso del 2019.

I momenti più “critici”

Con “punte” critiche in concomitanza di iniziative ed eventi che hanno portato in primo piano il fenomeno del maltrattamento e della violenza di genere, come le giornate di fine novembre, gli incontri gli studenti, conferenze pubbliche, fatti e notizie di cronaca collegate.
«Questo è il segno di quanto le persone che si rivolgono a noi siano sempre più consapevoli di quello che stanno subendo – commenta Elisa Chechile, referente dell’Orecchio di Venere – Oltre alle richieste urgenti di aiuto che sono legate alla contingenza dell’emergenza, riceviamo sempre più richieste di informazione soprattutto da parte delle donne con figli piccoli. Le donne hanno ben chiaro cosa sta capitando a loro e al loro nucleo familiare in presenza di un uomo violento che rende la vita impossibile a tutti, ma hanno incertezze su quanto accada dopo la denuncia. Soprattutto in presenza di figli ancora minorenni. E noi glielo spieghiamo».

Il Centro Antiviolenza le ha seguite e protette

Delle 205 donne che hanno contattato l’Orecchio nel 2019, alcune sono state poste in immediato regime di protezione con il ricorso ai letti e agli alloggi segreti; luoghi totalmente riservati alle vittime e ai loro figli impossibili da avvicinare da parte del maltrattante.
Di tutte le donne che si sono rivolte al centro, 82 sono state prese in carico per un percorso legale e psicologico.
E con il 2020 si è ricominciato: dall’inizio dell’anno sono già stati 5 gli accessi urgenti di cui l’Orecchio di Venere si sta occupando.

Un occhio anche ai maltrattanti

Ma il 2020 sarà anche l’anno di ulteriore consolidamento dell’attività dello Sportello Umano, primo nel suo genere, che si occupa di aiutare gli uomini con problema di violenza: attualmente segue 9 persone.
Tante le iniziative dell’anno appena passato per far conoscere l’attività dell’Orecchio di Venere. A partire dalle cinque panchine rosse già posizionate in vari Comuni: Montabone, Castiglione, Agliano, Isola e Viarigi per far riflettere tutti sull’importanza di contrastare il fenomeno della violenza di genere. Nel 2020, l’8 marzo, ne verranno installate altre a Mongardino, Calosso, nella sede di Asti e in altri comuni che già ne hanno fatto richiesta.

Tutti i numeri e i recapiti cui rivolgersi

Nella nostra provincia, grazie al finanziamento della Regione Piemonte con apposita legge regionale, al Centro di Violenza l’Orecchio di Venere (tel fisso 0141/090009 e cellulare attivo sempre, a qualunque ora e in qualunque giorno 366/9287198 al quale risponde un’operatrice) sono collegati altri sportelli come quello già citato destinato ai maltrattanti (tel. 329/2106265) che ha sede presso il Comune di Asti come anche lo sportello Anna C. (tel. 348/2426119) e poi quello presso il Comune di Monastero Bormida (0144/883227). Si tratta di servizi completamente gratuiti.

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