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Asti: Roby Facchinetti ricorda Negrini, il poeta che ha plasmato i Pooh

Una serata emozionante nella quale il musicista ha coinvolto tutti i presenti nel suo personale omaggio al paroliere della band

Il frontman dei Pooh è stato ospite di Letteratura Alternativa

«Questo incontro è meraviglioso, non mi era mai capitato di essere così vicino a voi, tra amici, per ricordare Valerio, parlare di ciò che ha scritto e di ciò che ha lasciato. Ho abbracciato subito questa proposta di Letteratura Alternativa che ringrazio per l’invito». Roby Facchinetti, giunto ad Asti sabato pomeriggio, è emozionato, sincero mentre parla di Valerio Negrini, poeta e paroliere dei Pooh. Un evento di straordinaria levatura culturale organizzato dalla casa editrice di via Calosso per i suoi sostenitori più fedeli e per molti appassionati che sono giunti da tutta Italia. Un incontro “sold out” da settimane al quale il frontman dei Pooh è stato presente insieme al direttore di produzione Sebastiano Piccione, che ha lavorato a lungo con il gruppo e nel recente tour di Facchinetti e Riccardo Fogli. A moderare l’incontro è stato l’editore e scrittore Pablo Toussaint accompagnato dalle letture di Mauro Crosetti e dalla chitarra del giovane talento astigiano Nicolò Costa.

Un’organizzazione perfetta, ad opera dell’editrice Romina Tondo, per un viaggio nei ricordi, durato oltre due ore e mezza, alla scoperta del Pooh “che non si vedeva sul palco”, ma la cui poesia e l’amore per le parole, usate con rispetto, garbo e indiscutibile conoscenza del significato più profondo, hanno regalato alla storia brani indimenticabili. Roby Facchinetti ha preso per mano il pubblico in sala e l’ha accompagnato in un emozionante viaggio nei ricordi della band, dagli esordi tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70, l’abbandono di Riccardo Fogli, che diede allo stesso Facchinetti l’occasione di cantare di più fino a diventarne il frontman, e ovviamente alla scoperta di Valerio Negrini che ha scritto i testi di quasi tutti i più grandi successi del gruppo.

«Dava il meglio di sé con le parole»

«Era molto timido – ha ricordato – e dava il meglio di sé con la poesia e le parole, non attraverso il microfono. Era un’anima libera e all’inizio, quando entrai nella band al posto del tastierista Bob Gillot, suo grande amico, mi guardò storto. Ma poi gli passò». Da lì iniziò una straordinaria collaborazione durata fino al 2013 quando Negrini morì improvvisamente a soli 66 anni. Un’amicizia e una collaborazione sancita non solo dai grandi successi dei Pooh, ma anche da piccoli gesti, non meno significativi, con cui Valerio esprimeva una profonda umanità e un’insaziabile voglia di conoscere e scoprire il mondo. Ma è stata la musica a portare le poesie di Negrini al grande pubblico; «musica – ha aggiunto Facchinetti – che davvero salva o cambia la vita di molte persone perché ha questa forza e ci regala emozioni con questa magia che ti entra dentro, ti sconvolge e commuove».

E’ bastato ascoltare dalla voce di Mauro Crosetti alcuni dei testi scritti da Valerio Negrini per emozionarsi come la prima volta: “Brennero 66” (la “guerra italiana” ai tempi del conflitto in Vietnam), “Pierre” (che parla di omosessualità quando era ancora tabù), “Parsifal” (una vera rivoluzione in campo musicale), “Il silenzio della colomba” (che parla di violenza sulle donne, non solo fisica) e “Uomini soli” sono testi che si studiano nelle scuole e che come tutti i classici non hanno mai finito di raccontare ciò che hanno da dire. E’ stato lo stesso Facchinetti a ribadire questo concetto e di quanto le poesie scritte da Negrini sorprendano ancora dopo averle cantate o ascoltate centinaia di volte.

Un incontro da ricordare

«Valerio lascia sempre aperta la speranza in tutti i suoi brani – ha sottolineato – Trova sempre un equilibrio che anche per me è l’aspetto più importante. Ci permette di dare il giusto valore alle cose». Pablo Toussaint ha poi voluto approfondire molti aspetti del lavoro dietro le quinte e Facchinetti ha più volte ringraziato Sebastiano Piccione «perché quando c’è lui l’artista sta tranquillo e sa che se c’è un problema lo risolve il tempo reale». Facchinetti ha intrattenuto i presenti, un centinaio, suonando alcuni pezzi al pianoforte appositamente collocato nella sala eventi di Letteratura Alternativa dall’associazione Meta e dai fonici Mauro e Maurizio.

Alla fine della serata tutti hanno ringraziato Sebastiano, Pablo, Romina, Mauro e Nicolò per avere creato un’occasione dove cultura, musica, emozioni, storia si sono intrecciati lasciando un ricordo che tutti conserveranno a lungo nella loro memoria, proprio come le poesie di Valerio.

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