Cottarelli Carlo Asti 2021
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Cottarelli: «Siamo stati salvati, ma servono riforme per tornare a crescere e ridurre il debito”

Il noto economista, ospite dell’incontro al Teatro Alfieri (anteprima del festival Passepartout), ha presentato il suo ultimo libro

Teatro Alfieri gremito (nel pieno rispetto delle norme di distanziamento) nei giorni scorsi per l’atteso incontro con l’economista Carlo Cottarelli. Impegnato dal 1988 al Fondo Monetario Internazionale, dal 2013 al 2014 è stato Commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica dello Stato italiano.
L’incontro è stato l’occasione per parlare del suo ultimo libro, “All’Inferno e ritorno. Per la nostra rinascita sociale ed economica” edito da Feltrinelli. L’evento era l’anteprima del festival Passepartout, che quest’anno ha per titolo “Inferni & Paradisi”, in programma dal 5 al 13 giugno. Presentato da Roberta Bellesini, presidente della Biblioteca Astense (organizzatrice del festival), l’incontro è stato moderato da Antonio Rinetti, membro del consiglio di amministrazione della biblioteca.
«Contento di essere qui dal vivo – ha salutato il pubblico Cottarelli – nel primo evento in presenza dall’estate scorsa».

Il libro

Nel suo libro spiega perché la mortalità causa Covid è stata diversa nelle varie nazioni cosiddette avanzate. «Tre fattori indicano la diversità di mortalità tra i Paesi: la demografia, l’inquinamento, l’ordine di tempo con cui i Paesi sono stati colpiti dalla pandemia. Ecco perché l’Italia, prima nazione europea interessata, con alto numero di popolazione anziana e alto tasso di inquinamento, soprattutto nella pianura Padana, è stata così svantaggiata. Anche se – ha aggiunto Cottarelli – statisticamente e sulla base di queste caratteristiche, avrebbe dovuto avere numeri di morti ben più alti».
Tenendo conto di questi punti quindi, la crisi sanitaria, da noi, è stata affrontata meglio che in altri Paesi. «Un po’ la stessa cosa è avvenuta dal lato economico – ha continuato Cottarelli – siamo decresciuti meno di Stati che erano davanti a noi. A livello europeo, rispetto agli Stati Uniti, siamo invece andati peggio perché gli Stati Uniti sono una nazione, l’Europa no. Il che comporta tempi più lunghi per fare qualsiasi cosa».
In Europa, rispetto alla crisi iniziata nel 2008 e finita nel 2013, a risolvere i problemi, con tempistiche molto lunghe, è stato l’intervento della Banca Centrale Europea. Oggi quell’intervento c’è stato in pochi giorni «evitando una crisi economica che sarebbe stata ben peggiore – ha puntualizzato Cottarelli – con cause ben diverse dalla precedente».

Il Recovery Fund

Il Recovery Fund è comunque da considerarsi un evento eccezionale che ci farà arrivare oltre 200miliardi in pochi anni e che potremo usare dopo la presentazione, alla Commissione Europea, di un programma (PNRR) in cui sono indicati nel dettaglio i punti degli investimenti per riparare i danni creati dalla pandemia «in modo da metterci al riparo da futuri shock», ha specificato l’economista.
In un anno così terribile come il 2020 lo Stato italiano è comunque riuscito a ridurre il proprio debito nei confronti dei mercati finanziari e lo stesso accadrà quest’anno, mentre alto rimane il debito nei confronti della BCE.
Ma cosa succederà in futuro? «Siamo stati salvati – chiarisce Cottarelli – ma servono riforme per tornare a crescere, per ridurre il debito e per uscire dall’“Inferno”». Strategie che ci sono, che contemplano un importante tasso di crescita con una maggiore produttività annuale pro capite che si otterrà mettendo a disposizione capitale fisico e intellettuale con investimenti pubblici e privati.
Si è parlato di meriti e di privilegi, di uguaglianza e di opportunità, di “punti di partenza” che dovrebbero essere uguali, per tutti. E si è parlato di solidarietà, quella che c’è stata e che speriamo continui.

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